“… Spesso ci si barrica su posizioni preconcette e non c’è diponibilità a valutare un’altra prospettiva. Forse ridendoci su si può aprire qualche spiraglio a una diversa comprensione di un problema… “

Lo scrittore Flavio Lucibello presenta il suo nuovo romanzo “Verbello e Belsole, solo storie di paese”, disponibile dal 23 maggio 2024. Sull’Appennino centrale, sorgono due paesi immaginari: Verbello, desolato e autosufficiente, e Belsole, con un’esposizione invidiabile ed un turismo florido. I personaggi incarnano, in chiave tragicomica, l’ostilità e la rivalità fra questi due luoghi, offrendo uno spaccato satirico, che rappresenta a pieno la vita politica, culturale e sociale negli ultimi decenni dell’Italia.

Se potessi abitare in uno dei due paesi immaginari, sceglieresti Verbello o Belsole? Perché?

Certamente a Belsole, però mi cercherei una casa indipendente poco fuori al paese. Il perché è legato alle condizioni ambientali, luce e spazio sono importanti per vivere bene. I miei amici però sarebbero prevalentemente a Verbello. Penso che scenderei quotidianamente al Bar dei Compari a fare due chiacchiere e bermi un caffè con gli amici o a fare una partita a scopone e tresette.

Il tuo obiettivo è quello di creare nel pubblico un senso di straniamento? Come hai ottenuto questo effetto?

No, in realtà il mio intento è il contrario. Voglio creare partecipazione reale sdrammatizzando comunque gli eventi. Credo che in molti si possano riconoscere in alcuni personaggi che vengono vessati dalla sorte e dai “potenti” di turno. Il senso di rivalsa che li anima può certamente essere condiviso. Come ho scritto nelle note, ho avuto modo di conoscere persone in carne e ossa assai più surreali di alcuni protagonisti del libro.

Il tuo stile di scrittura è semplice e, allo stesso tempo, raffinato. Hai seguito la stessa linea dei tuoi romanzi precedenti?

Sono partito dal presupposto che poca gente legge, per moltissimi motivi che non sto qui a elencare, ma rendere facile e scorrevole la lettura, senza però banalizzare il testo, può aiutare a superare almeno uno scoglio iniziale. I miei sono libri per tutti, voglio arrivare all’adolescente così come al pensionato che ha più tempo per leggere. Alcuni come “Il suo nome era Vladimiro”, sono romanzi di formazione, non possono e non devono essere ostici alla lettura. Verbello e Belsole esce un po’ dalla tipologia degli altri romanzi, che trattano temi seri in modo serio, perché vuole sdrammatizzare e fare un po’ di satira su quelle stesse tematiche, e anche nella scrittura mi sono molto lasciato andare perché il primo a divertirsi sono stato io.

Il riso che scaturisce dalle vicende narrate ha sempre una nota di amarezza. Vorresti che i lettori raggiungano una maggior consapevolezza su determinati temi?

Sì, decisamente, lo scopo è proprio questo. Anche se affrontati in modo leggero e con un bel po’ di sarcasmo i fatti descritti nei racconti riguardano temi molto seri come la conservazione della natura la corruzione, le lotte di potere, la distorsione della realtà per strumentalizzazione politica. Spesso ci si barrica su posizioni preconcette e non c’è diponibilità a valutare un’altra prospettiva. Forse ridendoci su si può aprire qualche spiraglio a una diversa comprensione di un problema. Parafrasando una bellissima frase di Giorgio Gaber: “Perché per vivere davvero bisogna spesso andarsene lontano e ridere di noi come da un aeroplano”.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.