“L’automobile di Giovanni Falcone non è un oggetto da spostare in base alle convenienze politiche o alle suggestioni del momento. È un simbolo nazionale, un frammento sacro della memoria repubblicana, il segno tangibile del sacrificio di un uomo che ha dato la vita per lo Stato e per la legalità. Pensare di sottrarla al luogo della memoria per trasferirla altrove rappresenta una scelta profondamente sbagliata, divisiva e difficilmente comprensibile”.Lo dichiara Michel Emi Maritato, Presidente Nazionale di Assotutela, intervenendo sulla proposta avanzata dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio relativa al trasferimento dell’automobile di Giovanni Falcone.

“Falcone appartiene all’Italia intera, ma Palermo rappresenta la ferita aperta, il teatro del sacrificio e il luogo della sua testimonianza più alta. Spostare quell’auto significa alterare un presidio simbolico di memoria, educazione e coscienza civile. In un tempo storico in cui i giovani hanno bisogno di esempi autentici, ci chiediamo se la priorità debba essere spostare un simbolo o piuttosto rafforzare concretamente il contrasto alla criminalità organizzata, sostenendo magistrati, forze dell’ordine e tutti coloro che ogni giorno combattono la mafia in prima linea”.

“Mentre le organizzazioni criminali evolvono, si infiltrano nell’economia, nella tecnologia, nella finanza internazionale e nei sistemi globali, il rischio è quello di trasmettere al Paese un messaggio profondamente distorto: che la memoria possa essere amministrata come un arredo istituzionale. No. La memoria di Giovanni Falcone non si sposta: si custodisce, si protegge e si onora”.“Rivolgo un appello al Ministro Carlo Nordio affinché riconsideri immediatamente questa ipotesi. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non appartengono ai governi di turno né alle appartenenze politiche: appartengono al popolo italiano, alla Sicilia e a tutti coloro che credono nella giustizia, nella legalità e nel coraggio dello Stato. Ci sono simboli che non si amministrano: si rispettano”.