La canzone contrappone due figure femminili che simboleggiano l’evasione dal vero nella lotta contro l’oppressione della vita

Do It Like Sarah è uscito il 26 luglio 2024 su tutte le piattaforme streaming e digital stores e confluirà poi nell’EP “My Rolling Stone” che uscirà a settembre 2024.

Da dove è saltata fuori “Do It Like Sarah”? Parlatecene un po’.

Alessandra – L’idea è nata da una sorta di rito d’evasione personale, durante il quale io e la mia ragazza, Sarah, per scacciare i pensieri e le preoccupazioni di tutti i giorni, abbassiamo le luci in soggiorno, alziamo la musica al massimo e passiamo serate a “non pensare” davanti a una bottiglia di vino, ridendo e ballando su musiche di qualsiasi tipo… ne approfitto per chiedere scusa ai vicini. In quei momenti, come durante un ballo intenso e liberatorio, il tempo smette di scorrere e la vita rimane imbottigliata in un istante eterno che smaterializza la negatività, ricomponendosi nell’infinita serie di nuove possibilità che la vita ha da offrirci. In Do It Like Sarah il ballo è una soluzione e al contempo una metafora sul modo in cui ognuno affronta i propri demoni e le proprie preoccupazioni.

Quali sono state le vostre fonti di ispirazione?

Le ispirazioni che hanno dato alla luce il Do It Like Sarah a livello musicale derivano da tutti quei generi e sottogeneri del rock n’ roll degli anni ‘50 che accompagnano e caratterizzano la nostra attività musicale. Non sempre rimaniamo così fedeli a certe sonorità ma in questo caso abbiamo deciso di farlo in modo autentico, con una sorpresina sullo special verso i ¾ della canzone.

Pubblicare un album? Se sì, quando uscirà? Oppure continuerete facendo uscire singoli come esige la discografia di oggi?

A differenza delle tendenze del momento, in seguito ai due singoli Do It Like Sarah e My Rolling Stone, abbiamo deciso di fare uscire l’intero EP, contenente anche Cool View: brano realizzato presso lo studio d’incisione Hukapan di Elio E Le Storie Tese, prodotto in collaborazione con l’etichetta discografica Milano Music Play.

Quanto è importante per voi internet nell’ambito musicale? Si rimpiange il passato in cui i social e selfie erano solo utopia o, meglio, proiettarsi verso il futuro abbracciando le nuove, seppur fredde, forme di comunicazione?

Purtroppo, o per fortuna internet è oramai indispensabile per crescere nel mercato musicale. Da una parte si ha potenziale visibilità in tutto il globo, dall’altra non siamo tutti nati per fare gli “influencer” … ma pur amando la “vecchia scuola” bisogna stare al passo coi tempi. Ciò non significa che parte del nostro materiale di comunicazione non preveda anche supporti fisici come CD e vinili, tuttora apprezzati da più persone di quanto si pensi. Senza dimenticare, infine, la bellezza della musica dal vivo che rappresenta un unico ed elettrizzante scambio di energie tra pubblico e band.

 Il mondo musicale indipendente italiano è in forte crescita… credete si possa tornare ai tempi in cui la musica era davvero il centro di tutto, quando c’erano veri messaggi, vere emozioni e non soltanto finzioni e prodotti confezionati a tavolino?

Stiamo vivendo un’era che predilige e diffonde spudoratamente prodotti mirati a raggiungere grandi numeri (views, like, share) e per farlo deve chiaramente, e com’è ovvio che sia, mirare a quel target che più di tutti gli altri và ad accrescere questi valori. In primis, dunque, troviamo le fasce giovanili, travolte totalmente da quei nuovi generi musicali che suscitano in loro emozioni forti e di ribellione.

Facendo un breve tour dei generi che hanno definito la storia musicale degli ultimi decenni: gli anni cinquanta e sessanta hanno dato alla luce il nostro amato rock n’roll come oggi lo conosciamo, gli anni settanta hanno visto la nascita della disco music, contrapposta all’ancora più ribelle mutamento del “rock” in “hard rock” e così via… nell’ultimo decennio abbiamo assistito all’avvento della musica “parlata”, il rap, che si è evoluto in svariati generi tra cui la tanto in voga “trap” che in Italia ora scala le classifiche. Ma questo è ciò che, per forza di cose, ci salta all’occhio (o all’orecchio). Se andiamo oltre lo scoglio del vortice musicale commerciale nel quale siamo involontariamente immersi, la meraviglia è assicurata. Ce n’è per tutti i gusti: veri compositori, strumentisti di talento, parolieri con concetti e filosofie da esprimere attraverso il potere della musica, svariati generi con influenze nazionali ed internazionali. Insomma, il potenziale esiste ancora, siamo fiduciosi nel desiderio innato delle persone di ricercare la propria dimensione nella musica che più le rappresenta.

Dove vi vedete da qui a dieci anni, artisticamente parlando? Ambizioni da raggiungere o semplicemente vivere il “carpe diem”?

Il “carpe diem” è un principio importante, che non preclude la possibilità di fare progetti, avere aspettative e sognare in grande, ma che ci ricorda che il corso della vita può essere stravolto, nel bene e nel male, da un momento all’altro e che le grandi occasioni possono sbucare da dietro l’angolo in qualsiasi momento. Noi siamo umili amanti della musica e del fare musica, sogniamo i grandi palchi ma con i piedi per terra. Tra dieci anni speriamo di voltarci indietro fieri del percorso fatto. Il nostro più grande obiettivo è non avere rimpianti.

Lasciateci un messaggio!

Siamo tutti artisti della nostra stessa vita: cercate i giusti toni per rendere il vostro quadro un’opera d’arte e la vostra colonna sonora un capolavoro.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.