Al cinema arriva Assassinio a Venezia, il terzo capitolo delle storia del celebre detective della scrittrice Agatha Christie e che il regista Branagh porta sullo schermo con estrema cura.
Il protagonista Hercule Poirot è alle prese con una seduta spiritica, durante la quale accade l’inaspettato e, nel momento in cui uno degli ospiti viene assassinato, entra in un mondo inquietante di ombre e segreti, che si sviluppano in una città altrettanto misteriosa.
Si tratta dell’adattamento cinematografico del romanzo del 1969 Poirot e la strage degli innocenti scritto da Agatha Christie, ed è un altro capolavoro portato sul grande schermo da Kenneth Branagh, dopo Assassinio sull’Orient Express uscito nel 2017 e Assassinio sul Nilo uscito nel 2022.
La colonna sonora, firmata da Hildur Guðnadóttir, contribuisce a immergere lo spettatore in un mondo pieno di intrighi e sotterfugi, in un altrove in cui tutto è possibile.
L’ispirazione proviene dall’opera Poirot e la strage degli innocenti, uno dei gialli più cupi e densi di significato e i cui intenti vengono conservati soltanto in parte sicché, come afferma il regista, “la pellicola e la trama non sono così gotici come potrebbero sembrare. Direi che è fermamente un thriller soprannaturale e le normali regole non si applicano. C’è, senza dubbio, il mistero”.
La maestria regista di Branagh è insita nella capacità di penetrare in un mistero imperscrutabile e di riportarlo sul grande schermo, coniugando abilmente film horror e thriller soprannaturale. L’empatia, la suspance, l’immedesimazione nei personaggi e il coinvolgimento dell’intero pubblico in ogni singola scena si intrecciano con il richiamo all’azione dello spettatore che da audience passiva si trasforma in audience attiva, cioè in una componente fondamentale per la buona riuscita delle indagini.
“A character at one point states: Scary stories make life less scary. Sure, but they can definitely make the experience at the cinema memorable.”