
Non è frequente che un romanzo fantasy metta al centro la questione ecologica non come sfondo ma come ragione di tutto. In “Eroi della terra” l’umanità che i tre protagonisti devono salvare è prima di tutto un’umanità che ha smesso di prendersi cura del pianeta, che ha sostituito i valori spirituali con l’accumulo materiale. È un messaggio che ricorda, per certi versi, certe pagine dei romanzi di formazione di Tamora Pierce, dove la missione eroica è sempre anche una missione morale. Siriana Wei costruisce un mondo che mescola suggestioni orientali, draghi e spiritus custodi, con una quotidianità italiana molto riconoscibile: la scuola, il mare, il nonno che si preoccupa se si rientra tardi. Questo ibrido funziona meglio di quanto ci si aspetti, e dà al libro un carattere che non ha eguali tra i fantasy italiani recenti. Una delle frasi che restano di più è quella che uno dei ragazzi rivolge al nonno verso la fine: “Nel cuore delle persone c’è solo il pensiero di accumulare soldi e raggiungere la perfezione fisica, ormai non esiste più lo spirito e l’amore per l’ambiente.” È una frase diretta, quasi scomoda, che un adulto non avrebbe scritto con quella franchezza. Un esordio autentico, con tutti i limiti che questa parola porta con sé e tutto il valore che può avere.
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