Esce “Lionheart” il primo disco di inediti personali della violinista Chiara Giacobbe. In rete il video di lancio

Parlare di “svolta” mi sembrava efficace ma sinceramente anche un poco ingenuo ed incoerente. Perchè se proprio c’è una cosa che non manca in questo primo lavoro personale della violinista degli Yo Yo Mundi Chiara Giacobbe è proprio la coerenza. Coerenza verso un certo modo di stare al mondo, musicalmente parlando, coerenza vero una certa maniera di concepire la contaminazione di uno stile assai poco italiano per quanto, in moltissimi tratti di questo lungo ascolto, l’Italia viene fuori. Che sia la forma canzone o quel piglio melodico, l’italianità di Chiara Giacobbe si manifesta, sincera e appagante. “Lionheart” è un disco irlandese, un disco di rock melodico, un disco inglese nella lingua e americano nelle vedute. Due soltanto i brani strumentali e un mondo poco visionario che forse avrebbe dovuto restituire più spazio alla trasgressione e meno ad una didascalica forma canzone che spesso da un violino “gitano” ci si aspetterebbe. Sul piano personale, è un prendere fiducia e voglia di oltrepassare la staccionata. Forse, visto da qui, “Lionheart” è proprio il disco della svolta.

Rock, folk, canzone d’autore. Dacci una definizione di questo disco.
Un po’ di tutto quello che hai citato e anche tanto altro; non so e non voglio sapere dove incasellare la musica che facciamo. Preferisco sentirmi libera di scrivere secondo i miei sentimenti e l’ispirazione della band piuttosto che trovarmi, prima o poi, ancorata ad una definizione.

Chiara Giacobbe alla fine si sta evolvendo o questo disco è stata solo una parentesi di gioco?
Questo disco è il prodotto del lavoro di una band, che con qualche cambiamento di line up, negli anni, sta portando avanti un percorso. C’è senza dubbio una parte di divertimento e di gioco, ma credo che faccia parte del lavoro del musicista… se così non fosse saremmo inadatti alla musica. Continuerò a scrivere e a suonare finchè mi verrà naturale e spontaneo, finchè mi riterrò intellettualmente sincera.

Perchè due composizioni strumentali all’interno di queste 13 tracce?
Perché mi piace moltissimo la musica strumentale, la musica sinfonica, le colonne sonore, insomma, tutto ciò che vive del canto dei soli strumenti.
Poi, io sono prima di tutto una violinista e mi piaceva dare un posto tutto suo al mio violino, alle chitarre al basso, alla batteria; solo note, senza la distrazione delle parole.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.