Sono una donna di 56 anni e tanta vita dietro le mie spalle, ho cominciato a scrivere quando avevo 20 ho ripreso a 50, scrivo d’amore e dolore, le mie emozioni si fanno strada dentro la mia anima perchè vogliono venir fuori, e allora scrivo del mio incanto interiore. Vincenza Iacuzzo
IL MONDO GRIDA Vincenza Iacuzzo
Il mondo grida
urla di dolore
la gente soffre
soffre di solitudine,
il cuore della gente gronda di sangue
sangue innocente versato
in ogni parte del mondo
in nome di un ideale
o di una fede
il disprezzo per la vita umana,
il mondo grida
popoli che urlano
la propria ragione di esistere,
le donne gridano tutto il loro dolore
per uomini che le vogliono possedere
come oggetti invece che amarle come fiori,
martoriate, perseguitate e uccise perchè li amano
ree di voler essere colombe libere
di non obbedire come schiave,
il mondo urla
i bambini che gridano la sofferenza
che adulti squilibrati,
pervertiti impongono a loro,
usati ed abusati
da chi li dovrebbe amare e proteggere,
il mondo grida
urla di dolore
anime che camminano
in percorsi funesti,
non sono le armi che fanno morire
ma le persone che le fanno sparare,
frammenti di cuore
sparsi in tutto il pianeta,
raccogliamo i pezzi dei nostri cuori
finché siamo in tempo
torniamo ad essere umani
o è la fine degli esseri umani
e della civiltà,
lasciamo che nelle nostre vene
torni a scorrere
il sangue benigno,
il mondo grida
non lasciamolo inascoltato!!
Il dolore è sempre stato uno dei problemi del mondo e dell’umanità. L’uomo è rassegnato al dolore e il mondo lo assiste inerme.
Il dolore del mondo è muto anche quando grida, perchè nessuno lo ascolta, e quando ne ha di sono ascoltatori questi sono distratti, frettolosi ,ciascuno immerso nel proprio dolore. Anche i sassi che paiono materia impotente sono silenziosamente vocianti e anche i rami sanguinano i loro umori vitali. Il mondo grida ,spettatore dell’orrore di scene d’infinita follia.Questo è il nostro povero mondo che gira nonostante tutto.Il dolore che investe ogni cosa, dal fiore che appassisce all’animale ferito e se l’uomo soffre di più è perchè ha consapevolezza e subisce l’insoddisfazione del desiderio e le offese dei mali subiti .Dietro le cosiddette “meraviglie del creato”, si cela una lotta continua degli uni verso gli altri,e l’uomo appare come un mero strumento per la specie, fuori della quale non ha valore.I rapporti umani avvengono per lo più nell’ingiustizia nel conflitto e nella sopraffazione l’uno sull’altro costruita anche da governi e da leggi per una necessità di difesa e di regole agli istinti aggressivi degli individui. L’umanità si trova nel dolore e spera di metterlo a tacere mutando le condizioni o inseguendo un illusorio progresso.Eppure, nonostante gli enormi passi avanti fatti dalla scienza e la tecnologia la condizione terrena non è mai mutata. Dovremmo abituarci a pensare che la tecnica è al nostro servizio e non viceversa, perchè l’uomo è solo cresciuto fuori ma non dentro; egli è ancora rimasto alle caverne , ha solo raffinato i suoi mezzi per distruggere e per rendere più comoda la sua vita,ma nel pensiero, non si è evoluto. Il pensiero umano dovrebbe essere coltivato, educato a sentmenti positivi perchè è proprio nel pensiero che si formano gli atomi del bene e del male:alimentare un pensiero negativo può distruggere più che un singolo individuo.Dal pensiero cattivo nascono l’odio, l’egoismo e l’indiffernza che causano guerre, l’inquinamento, la povertà e tutti i mali del mondo.L’idea di costruire un mondo di pace deve nascere nel pensiero comune, perchè è il sentimento la potenza che sovrasta la ragione umana . Davvero l’uomo può cambiare questa straordinaria avventura che è sua la vita e renderla migliore in un mondo migliore partendo da se stesso. Cara Vincenza, grazie di questo messaggio in versi che parla della tua grande sensibilità, della tua capacità di risvegliare le anime con la poesia, la prima carezza del pensiero invitandoci ad essere protagonisti attivi del mondo e della nostra stessa vita .Complimenti per le tue liriche che seguo sempre con entusiasmo. Riporto un pensiero ” Nulla resterà di noi, neppure l’ombra sul muro/ resta dell’opera dell’uomo il muro.” Valeria Davide- poetessa -scrittrice
Per scrivere a Poeticando : valeriana73@hotmail.it


