
“Futuro Incerto” di Cosimo Oppedisano vive di un paradosso interessante: affronta un tema enorme, complesso, difficile da racchiudere in tre minuti di pop, scegliendo però la strada opposta, quella della massima chiarezza. Non ci sono metafore oscure o immagini criptiche: il cielo è grigio, l’aria è sparita, i campi sono coperti di plastica. Il rischio di un simile approccio è quello di risultare fin troppo diretto, quasi didascalico in certi passaggi, ed è forse qui che il brano avrebbe potuto lasciare più spazio all’interpretazione personale di chi ascolta, magari affidando a un’immagine sola il peso di un intero concetto invece di elencare più elementi dello stesso disagio ambientale uno dopo l’altro nella stessa strofa. Detto questo, va riconosciuto che questa chiarezza è anche il punto di forza del pezzo: Cosimo Oppedisano, compositore che si è accostato alla scrittura di canzoni soltanto in età matura, scrive un testo che chiunque può comprendere al primo ascolto, senza bisogno di decifrare simboli o riferimenti nascosti. Il sound, plasmato da un arrangiatore esterno ingaggiato per l’occasione, resta pulito e lascia il testo sempre in primo piano. Il finale, che vira verso la speranza e la voglia di ripartire, chiude il brano con la stessa onestà diretta con cui è cominciato, confermando che la semplicità, qui, è una scelta precisa e non un limite. Chi cerca ambiguità o interpretazioni multiple potrebbe restare spiazzato, ma chi ascolta la canzone pop come veicolo diretto di un pensiero troverà in questo brano esattamente ciò che promette fin dal titolo.


