Il rock è di casa… La libertà personale anche, anzi soprattutto. ViVo, al secolo Marzio Gelardini pubblica “Io sono ViVo”, una dichiarazione d’identità che nasce dalle contraddizioni della generosità e dal bisogno di restituire dignità al proprio tempo. Il cantautore genovese mette in discussione quella disponibilità incondizionata che, quando non incontra reciprocità, finisce per diventare una forma silenziosa di sottomissione. Il testo procede tra affermazioni dirette e modi popolari direi, qualche ingenuità espressiva non si fa attendere e immagini efficaci si però poco “profonde” direi… il tutto cercando nella ripetizione del proprio nome una sorta di riconquista esistenziale.

Pop e soprattutto rock energico nella misura in cui per rock incontriamo modi dalle dinamiche esigenti e distorsioni molto americane negli atteggiamenti, attraversato da ambizioni progressive e da una vocalità che guarda alla tradizione melodica italiana e qui non si scappa. Resta interessante soprattutto il significato di questa scrittura tardiva, maturata dopo esperienze personali e familiari che hanno ridisegnato le priorità dell’autore. Allora il tutto si colora di urgenza e di un essere “ViVo” che diviene più manifesto di un bisogno che un modo artistico di fare musica…


