Con “Heralds – Le Nove Albe”, Demis Merlo costruisce un universo narrativo ricco di miti, poteri, battaglie e riti simbolici. Il libro inaugura una saga che promette di espandersi su larga scala, fondendo ispirazioni da anime e manga con una visione personale e profondamente meditativa.

Demis, è un piacere averti qui. Il mondo di “Heralds” ha una storia di oltre 19.000 anni: quanto è stato complesso creare una mitologia così vasta e coerente?
La mitologia di Heralds non è ricca numericamente di leggende e miti, non è un minestrone di belle idee. Miti e leggende qui sono molto radicate e caratterizzano l’intera evoluzione della società immaginaria in cui si ambienta il romanzo, ma sono poche, poche ma buone, con una portata storica mondiale. La coerenza è un lato di me molto ben radicato, senza di essa, per me, il valore si perde, si confonde, per questo motivo è un concetto fondamentale che tengo presente in ogni aspetto della mia vita come in ogni riga del mio romanzo. Leggendo quest’opera ci si rende conto che non tutto viene svelato o descritto subito, ma ogni capitolo, come ogni volume andrà a colmare ogni tassello costruendo una coerenza da scoprire pian piano.
Ogni Alba dello Spirito porta un’evoluzione all’umanità. Come hai scelto quali “piaghe” eliminare e quali limiti superare?
Ogni alba dello spirito è associata alla sconfitta di un seguace delle tenebre, ognuno di essi rappresenta un ostacolo evolutivo umano che impedisce il raggiungimento di una società perfetta, per questo, sconfitti tutti e nove, la società potrà finalmente iniziare a costruire un’identità che rispecchi la perfezione. Non tutte queste piaghe vengono spiegate subito, sono i personaggi che hanno deciso quando e come rivelare la natura di ogni passo evolutivo derivato dalle loro vittorie, e alcune di esse riguardano aspetti di consapevolezza umana visti come chiave per l’evoluzione, mentre altre sono più esteriori, ad esempio la prima alba vede la sconfitta del seguace del sangue con essa l’umanità si libererà di quelle malattie ingiuste che fanno soffrire. Il sangue è la nostra linfa vitale e un sangue immune da malattie è visto come un traguardo importante per la salute collettiva. Il primo volume si conclude con la sconfitta del seguace del tempo, a seguito di questa alba nel mondo gli uomini non saranno più privati di quel tempo prezioso, quello per stare con la propria famiglia, o quello necessario per dedicarsi ad opere di bene, al giorno d’oggi molte persone vengono private del loro tempo, dal mio punto di vista questo è un grande traguardo. Per conoscere il significato delle altre albe consiglio di leggere il romanzo, perché c’è davvero tanto da scoprire. Probabilmente nel mondo reale le piaghe e i limiti che affliggono l’umanità sono molto più di nove ma in questo mondo fantasy nove sono sufficienti allo scopo. Per la scelta mi sono affidato alla fantasia, prendendo però in considerazione elementi che possano far riflettere i lettori. Nel corso dei tre volumi saranno spiegate tutte le albe, anche quelle che apparentemente non vengono spiegate subito, come dicevo, il quadro completo si ha leggendo l’intera collana.
Possiamo aspettarci che in futuro verranno svelati i retroscena dei tre Colossi del buio e del Dio del male?
Assolutamente sì, già nella trilogia delle nove albe si svelerà qualcosa su di essi, dopotutto sono coloro che muovono le forze del male. Inoltre vi do un altro spoiler di solo tre parole: “Dei della luce” Per loro e per i colossi ho grandi progetti, grandi colpi di scena, non posso dire altro ma a loro sarà dedicato l’intero quarto volume, quello che verrà dopo aver chiuso la saga delle nove albe.
Molti lettori trovano echi di Saint Seiya e Demon Slayer: quali elementi hai ereditato e quali hai voluto superare?
Saint Seiya è l’anime con cui sono cresciuto, lo spirito di sacrificio in battaglia per grandi ideali e la spettacolarità degli scontri ha sicuramente caratterizzato la mia narrazione, ma rispetto ai cavalieri dello zodiaco ho voluto elaborare una trama molto più articolata e matura, superando anche alcune incongruenze del mito di Saint Seiya. Demon Slayer è stata una recente e piacevole scoperta, Tanjiro mi ha emozionato molto, lui rappresenta il mio ideale di guerriero, umile ma sempre pronto alla battaglia e alla ricerca costante di evoluzione, e tutto solo per amore di una sorella. Da Demon Slayer ho ereditato l’idea di un unico grande obbiettivo finale, e una principale cerchia quantificata di cattivoni da affrontare, tuttavia ho ri-contestualizzato ogni particolare per rendere ogni dettaglio originale, niente di copiato. Molti anime prevedono arti amputati che si ricompongono, morti che resuscitano e quant’altro, io mi sono discostato da tutto ciò, tranne che in casi unici, speciali e degnamente valorizzati.


