Tra maschere, mistero e confini sottili tra reale e irreale, Emilio Longhena apre le porte del suo immaginario narrativo. In questa intervista l’autore parla della genesi de “La magica collezione”, del protagonista Mattia e del legame profondo tra scrittura, simboli e identità nascoste, invitando il lettore a osservare ciò che solitamente resta celato.

Emilio, da dove nasce l’idea de “La magica collezione”? C’è stato un momento preciso che ha acceso la scintilla narrativa?
L’idea è nata nell’osservare la mia collezione
Il protagonista, Mattia Risposti, è un personaggio molto particolare. In che modo è nato? Ti sei ispirato a qualcuno in particolare?
Un poco a me stesso
Le maschere sono elementi centrali del romanzo. Da dove viene il tuo interesse per questi oggetti così simbolici?
Mi affascinano il mistero, ciò che nascondono, le tante personalità che racchiudono
Il confine tra reale e irreale è molto sfumato nella tua opera: è una scelta narrativa o una metafora della nostra psiche?
Tutte due le cose.


