di Luca Marrone

Modena. Oggi la Procura ha chiesto di archiviare le posizioni di Nicholas Negrini e Marco Cuccui nell’ambito dell’indagine tesa a individuare l’autore dell’omicidio di Alice Neri, la giovane trovata carbonizzata nel bagagliaio della sua auto a Fossa di Concordia, il 18 novembre 2022.

Com’è noto, all’inizio dell’inchiesta, Negrini, il marito della vittima, e Cuccui, il collega di lavoro con il quale la giovane aveva trascorso la serata precedente il delitto presso lo Smart Cafè di Concordia, erano stati iscritti nel registro degli indagati per “atto dovuto”, al fine di consentire loro l’esercizio del diritto di difesa nello svolgimento di atti, anche – potenzialmente – di natura irripetibile.

In una nota diffusa dalla Procura, riportata da ModenaToday, si legge: “Le immediate, ininterrotte, complesse, e doverosamente riservate, attività di indagine svolte da questa Procura e dal nucleo investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Modena, che non hanno tralasciato alcuna pista investigativa – nel rispetto del disposto dell’art. 358 c.p.p. che impone al pubblico ministero di compiere ogni attività necessaria ai fini indicati nell’art. 326 c.p.p. e di svolgere altresì accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini – hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo di nazionalità tunisina, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Modena per il delitto di omicidio volontario e occultamento/distruzione di cadavere di Alice Neri.”

L’attuale principale sospettato del delitto è il 29enne Mohamed Gaaloul, in carcere dopo l’arresto avvenuto nel dicembre 2022. La richiesta di scarcerazione avanzata dal legale del giovane è stata respinta e il 23 luglio è attesa la pronuncia definitiva, in proposito, da parte della Cassazione.

“Alle fonti di prova fino ad allora acquisite a carico dell’indagato di nazionalità tunisina”, si legge ancora nella nota, “si sono successivamente aggiunte le concordanti e plurime risultanze degli incidenti probatori richiesti da questa Procura, alcuni dei quali in fase di definizione, ma con relazioni già depositate ed estese alle parti dai periti nominati dal Gip, che, secondo le valutazioni di questo requirente, da un lato hanno ulteriormente rafforzato il già grave quadro indiziario a carico del suddetto indagato di nazionalità tunisina attualmente detenuto in carcere, dall’altro hanno confermano l’assoluta estraneità all’omicidio e alla distruzione del cadavere, sia del coniuge della signora Neri, sia del collega di lavoro della donna che l’aveva incontrata la sera del 7 novembre.”

Si è dunque proceduto a formalizzare al Gip “richiesta di archiviazione nei confronti di entrambi per infondatezza della notizia di reato non avendo gli stessi commesso il fatto.”

Le indagini, comunque, proseguono: il 4 luglio i periti saranno chiamati a illustrare gli esiti degli accertamenti tecnici effettuati in queste settimane.