di Luca Marrone

Modena. Non utili a fini identificativi le impronte digitali presenti sul luogo del ritrovamento del corpo senza vita di Alice Neri.

La giovane, com’è noto, è stata uccisa nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 e collocata nel bagagliaio della sua auto, poi data alle fiamme. Ieri, all’udienza nell’ambito dell’incidente probatorio in corso, si è discusso dei risultati di una perizia ordinata dalla Procura, da cui emergerebbe appunto l’impossibilità di utilizzare in sede di comparazione le impronte digitali repertate.

In generale, a quanto riferito da Fanpage, l’intera scena del crimine – una piazzola nella campagna di Concordia – apparirebbe compromessa dal punto di vista criminalistico. E, per quanto riguarda le citate impronte digitali, tre di esse non sarebbero attribuibili a nessuno dei tre indagati: Nicholas Negrini, il marito di Alice; Marco Cuccui, il collega di lavoro con cui la giovane ha trascorso la serata del 17 novembre presso lo Smart Cafè di Concordia; Mohamed Gaaloul, il tunisino 29enne ritenuto il principale sospettato del delitto e attualmente in carcere. A proposito di Nergini e Cuccui, la Procura ha recentemente richiesto l’archiviazione del procedimento nei loro confronti, ritenendoli del tutto estranei ai fatti. Le ulteriori impronte recuperate in loco non risulterebbero refertabili perché non sufficientemente definite.

Si auspicano più significativi sviluppi dell’indagine nel corso della prossima udienza, fissata il 7 luglio per la prosecuzione dell’incidente probatorio. In tale sede, si prenderanno in esame le tracce di Dna a loro volta presenti sui reperti recuperati sul luogo del delitto. In particolare, su una tanica che si ipotizza sia stata utilizzata per dare fuoco all’auto di Alice, su una sigaretta elettronica, sulla spallina del reggiseno della vittima.

Permangono molte zone d’ombra sulla vicenda. Il difensore di Nicholas Negrini, l’avvocato Antonio Ingroia, considera in proposito con Fanpage che, anche se la Procura sembra persuasa della colpevolezza di Gaaloul, le indagini “non sono complete”. Lo scenario cui l’inchiesta è attualmente approdata apparirebbe “incompatibile con la ricostruzione che fino ad oggi abbiamo davanti.”