Sono sempre di più le aziende che credono in Look Up, l’app che premia chi è offline. 

Care aziende, sapete che oltre ai tanti costi più o meno noti, ne avete uno nascosto pari a 3.200 euro l’anno per dipendente? E’ il costo da “distrazione digitale”, sostenuto per il tempo che si trascorre distratti da attività digitali non inerenti al lavoro. E il tempo, ovviamente, è denaro.

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Luca Panseri, ideatore di Look Up.


Un costo “invisibile” che sta crescendo in modo vertiginoso, anche in termini di sicurezza  compromessa sul luogo di lavoro, impoverimento dei rapporti tra colleghi e peggioramento del benessere psicofisico.

In Italia sono più di 50 milioni gli utenti che giornalmente passano in media 6 ore e 22 minuti online.Durante il giorno si arriva a sbloccare il telefono anche 120 volte, in modo semi automatico, utilizzandolo quasi spasmodicamente in qualsiasi momento della giornata: mentre si parla con gli altri, durante i momenti di lavoro, di studio, e purtroppo anche quando si è alla guida.

<Vale davvero la pena rispondere subito quando ci arriva una notifica o si potrebbe aspettare quei pochi minuti per finire quello che si sta facendo senza distrarsi?> mi chiede il giovane bergamasco Luca Panseri, ideatore di Look Up, l’app pensata per aiutare le persone ad alzare lo sguardo dallo schermo e ottimizzare il tempo online consapevolmente.Una start up a vocazione sociale che migliora la qualità del tempo offline: mentre si conversa con le persone, a casa con i figli, durante una cena in compagnia, per studiare e lavorare senza disattenzioni. 

Ma come funziona esattamente Look Up? Attraverso un timer, che si disattiva ogni volta che si esce per aprire altre applicazioni, è possibile conteggiare il tempo passato senza adoperare lo smartphone: ogni 20 minuti trascorsi (chiamati “break”) si accumulano dei punti (chiamati “up”), dai quali si potranno ottenere dei premi offline in prodotti, servizi o esperienze. 

Un app che può davvero – nel concreto – migliorare le relazioni umane e la concentrazione, potenziare le performance di studio e di lavoro, diminuire gli incidenti sul lavoro.

Sono diverse le aziende che hanno sposato questa iniziativa, per incentivare la produttività dei lavoratori ed indurli ad adottare comportamenti virtuosi. Da RedBull Italia a Atalanta B.C., fino alla partnership con FraMar Spa, Look Up “business” è sempre più richiesta. 

Chi è Luca Panseri, l’ideatore di Look UP?

Nato a Bergamo nel 1990, il giovane talento Luca Panseri si è occupato di progetti immobiliari dal 2012 fino al 2021, anno in cui ha deciso di dedicarsi full time a Look Up, in qualità di CEO e fondatore. 

Riesce a realizzare questa app grazie all’incontro con Be Bad, il primo sviluppatore di business digitali di Bergamo (frutto della visione di Davide Corna, CEO di Valeo Studio).

Ex atleta di sport da combattimento, Luca Panseri ama la montagna, leggere libri cartacei ed è papà di tre bambini.

Partorisce questa idea durante un periodo buio della sua vita, in reazione a uno stato depressivo che lo aveva colpito, portandolo ad abusare della tecnologia.

<Nel corso di un autoimposto detox digitale e una lenta rieducazione agli strumenti tecnologici> confessa Luca <ecco che mi si accende una lampadina (e da qui il nome Look Up). Come posso aiutare le persone ad alzare lo sguardo dallo schermo nei momenti in cui se ne potrebbe fare a meno?>. Che sia per scrollare i social, leggere news, girare video o chattare su Whatsapp, l’utilizzo smisurato dello smartphone è ormai una pratica fuori controllo oltre che una delle principali cause di incidenti. Luca Panseri escogita l’app che potrebbe scongiurare la dipendenza da smartphone, inizialmente solo a destinazione sociale, ma gli interessi economici che si ricavano dall’app hanno richiamato l’attenzione di diverse aziende. 

A cura di Francesca Baroni