Esce il primo disco di Diego Esposito dal titolo “È più comodo se dormi da me”. In rete il video di lancio del singolo “Come fosse primavera”.

Il titolo parla chiaro: un disco d’esordio pregiato. Tanta determinata accoglienza perchè questo lavoro ci trasporta di nuovo in quella scena pop d’autore e di musica leggera che l’Italia ha celebrato da generazioni e generazioni, contaminandola e sviluppandola di futurismi ed extraterritorialità, suoni e visioni di tutto il mondo…ma sempre e comunque mantenendo quel marchio di fabbrica che è il nostro bellissimo pop leggero. Diego Esposito non si avventura a cercare niente di particolare in questo suo primo disco che intitola “È più comodo se dormi da me”, lavoro che peraltro vede la collaborazione di Zibba. Ed è esattamente da quelle parti che il suono riconduce, con quel sapore caldo e morbido, con quella didattica portata a casa con tantissimo mestiere. Bella la voce graffiata appena di Esposito, bellissimi i testi – semplici e mai presuntuosi – belle le melodie che sono popolari in senso attuale del termine. Bello insomma il risultato che ci piace ascoltare più volte e consumare nei suoi mille dettagli perchè mai per una volta – e girando in rete ritroviamo questo come punto fermo della critica – si smette di sudare sette camice nel cercare la chiave di lettura dietro una musica trasgressiva che corre dietro chissà quale filosofia. Diego Esposito fa del sano pop, acustico, semplice, trasparente e privo di computer ossessivi. Scorrendo al volo per voi questa tracklist di 9 inediti pubblicati dalla Rusty Records ho l’imbarazzo della scelta: restano sicuramente alla memoria i brani “Vecchio eliporto” e “Fisica quantistica” che ahimèè strizzano forse troppo l’occhio a Daniele Silvestri…ma probabilmente è una direzione ben voluta a prescindere. E poi la poesia la troviamo ovunque…dalla chiusura con “Chi festegga”, alla preghiera “Mare”…ballad di strade moderne ma a bordo di una vecchia Lancia Aurelia (tanto per fare citazioni cinematografiche d’autore): e allora non fatevi scappare “Toscana” o “Le parole quando vanno da sé” brano che tra l’altro in rete troviamo in versione live impromptu all’aria aperta…
Diego Esposito fa centro…ma ahimè penso che sia un centro fuori tempo massimo, privo di mode e di apparenza, che detta così può essere solo un bene per l’onestà intellettuale ma che forse taglia le gambe all’interesse mediatico che sempre più corre dietro ai suoni maleducati della scena indie e alle finte poesie che però diventano virali. Un disco questo che è bandiera e fotografia dell’eterno dilemma tutto italiano: cultura o moda di scena? Diego Esposito credo abbia sfacciatamente dimostrato da che parte sta…

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.