L’alimentazione è la principale necessità dell’uomo, da effettuare secondo i canoni scientifici, almeno cinque volte al giorno.
L’uomo si trasforma in consumatore, che attraverso differenti canali di distribuzione, reperisce alimenti in funzione delle proprie esigenze.
Lo sviluppo repentino dello spostamento delle merci con il mercato globale, l’ausilio sempre maggiore della scienza applicata nell’agricoltura e processi trasformativi nella produzione di cibo, ha reso il settore alimentare tra i più importanti dell’economia mondiale con un valore economico di 5 bilioni di dollari (fonte FAO).
Essendo il settore centro di importanti e grandi interessi economici, spesso produttori o rivenditori pongono in essere frodi alimentari, le quali mettono a rischio la salute dei consumatori.
Le “frodi alimentari” sono comportamenti illeciti realizzati per rendere vendibile un prodotto non idoneo al consumo alimentare ( es: gesso nel latte in polvere), oppure vendere un prodotto composto da ingredienti differenti da quelli descritti nell’etichettatura (es: olio di semi per olio di oliva), o ancor peggio manipolare alimenti deteriorati al fine di migliorarne l’aspetto per la vendita ( es: “bonifica” formaggi ammuffiti per venderli come freschi).
Le frodi alimentari generano due distinte frodi, una commerciale e l’altra sanitaria, le quali si realizzano contemporaneamente nella maggior parte dei casi.
La frode commerciale, consiste nel vendere una merce differente da quella dichiarata; la frode sanitaria invece, pone il consumatore in grave pericolo per la sua salute, a causa della degenerazione o presenza di prodotti chimici dannosi negli alimenti.
Il fenomeno ha oramai assunto in Italia i contorni di una vera e propria piaga, con un valore di affari intorno ai 50-60 miliardi di euro annui.
I consumatori necessitano informazione riguardo le frodi alimentari, che si distinguono in:
Sofisticazione alimentare, che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee che ne alterano l’essenza, viziando la composizione naturale e simulandone la genuinità con lo scopo di migliorarne l’aspetto o coprirne i difetti.
Le sofisticazioni più diffuse sono l’aggiunta di additivi a base di anidride solforosa per aumentare il colore rosso delle salsicce fresche, oppure lo sbiancamento dei prodotti lattiero caseari.
Adulterazione alimentare, processo di alterazione della struttura originale di un alimento con sostituzione di elementi propri dell’alimento con altri estranei, o ancora, con l’aumento della quantità proporzionale dei componenti che lo compongono.
I casi più frequenti sono quelli dell’aggiunta di alcool metilico (metanolo) al vino, produzione di prodotti lattiero caseari con caseina, aggiunta di acqua nei prodotti alimentari.
Falsificazione alimentare, formazione ex novo di alimenti apparentemente genuini ma prodotti con sostanze diverse, per qualità e quantità, da quelle che normalmente concorrono a formarlo. Ad esempio, la vendita di un formaggio con il marchio di qualità dop falso, oppure la commercializzazione di olio di semi per olio di oliva.
Alterazione alimentare, quando la composizione originale dell’alimento è modificata a causa di fenomeni degenerativi spontanei, dovuto da errate modalità o eccessivo prolungamento dei tempi di conservazione.
Dalla distinzione, notiamo che le frodi alimentari possono generarsi in differenti modi, mettendo al repentaglio la salute dei consumatori.
Siamo sicuri che i prodotti alimentari che troviamo in commercio siano sicuri per i consumatori?
La risposta è affermativa, soprattutto perché l’Italia è il primo paese Ue come controlli sugli alimenti, organizzato in una complessa e articolata “macchina dei controlli”.
La struttura nazionale della sicurezza alimentare inizia dai comandi di polizia locale territoriale, si articola attraverso le Aziende sanitarie locali, servizi veterinari con gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Abbiamo il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri che operano alle dipende funzionali del Ministero della Salute, il quale si avvale anche dell’Istituto Superiore di Sanità.
Il Ministero delle Politiche agricole e forestali (MIPAAF), opera con controlli di tipo merceologico, attraverso:
l’Ispettorato Centrale per il controllo della Qualità le Repressioni delle frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), Corpo Forestale dello Stato, Nucleo Antifrodi dei Carabinieri (NAC), Capitanerie di porto e Guardia costiera.
Inoltre a livello comunitario, è stata istituita nel 2002 l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) con sede a Parma, che fornisce consulenza scientifica e una comunicazione efficace riguardo i rischi della catena alimentare.
Per una maggiore trasparenza e rapidità delle informazioni di allerta per la sicurezza dei consumatori, è stato istituto a livello comunitario il “Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi” denominato RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed).
Il portale ci permette di controllare online le allerte comunitarie, attraverso questo link: https://webgate.ec.europa.eu/rasff-window/portal/?event=searchForm .
Il Ministero della Salute, e per la precisione la sua Direzione Generale degli Organi Collegiali per la Tutela della Salute, è il punto di contatto italiano per il sistema di allerta comunitario.
Essendo il cibo “l’energia dell’uomo”, sulle nostre tavole i prodotti arrivano dopo attenti controlli da parte dei differenti organi, garantendoci la salubrità dei nostri acquisti alimentari.