Il Made in Italy agroalimentare al centro del dibattito istituzionale. Si terrà il prossimo 28 maggio, alle ore 11.00, in Via Nazionale 230 a Roma, l’incontro promosso dall’Associazione Italiana Coltivatori e da AICO – Associazione Italiana Consumatori dedicato al tema “DDL Agroalimentare: quali prospettive per il Made in Italy”.
L’iniziativa, inserita nel percorso del progetto MIMIT “Radici, visioni e tutela”, rappresenta un momento di confronto sul valore strategico del settore agroalimentare italiano, sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela delle filiere e sull’importanza di contrastare frodi, contraffazioni e pratiche sleali che danneggiano imprese, consumatori e territori.
Ad aprire i lavori sarà Francesca Tosto, Vicepresidente nazionale AICO e referente del progetto MIMIT “Radici, visioni e tutela”, che introdurrà e modererà l’incontro.
I saluti istituzionali saranno affidati a Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori.
Tra gli interventi Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; il Sen. Luca De Carlo, Presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato della Repubblica; l’On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione XIII Agricoltura della Camera dei Deputati; e l’Avv. Ylli Pace, Presidente nazionale AICO e delegato alle relazioni internazionali AIC.
“Il Made in Italy agroalimentare non è soltanto un patrimonio economico, ma un modello produttivo fondato su qualità, identità territoriale, sicurezza alimentare e lavoro delle imprese agricole. Per questo ogni intervento normativo deve rafforzare la tutela delle filiere, sostenere chi produce secondo regole rigorose e garantire ai consumatori trasparenza e fiducia”, dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale AIC.
Il convegno sarà anche l’occasione per approfondire il ruolo del DDL Agroalimentare nel rafforzamento del sistema di protezione del Made in Italy, in una fase in cui la competitività delle imprese agricole passa sempre di più dalla capacità di unire qualità produttiva, legalità, controlli efficaci e valorizzazione dei territori.