Quante volte abbiamo pensato di voler comprare cibo da produttori locali? Soprattutto, quante volte ci siamo chiesti cosa ci fosse dietro un cibo trasformato, volendone conoscere la storia del prodotto selezionato?
Da anni oramai attraverso il web, è nata una realtà partecipata e solidale che risponde a tali esigenze, ponendo il consumatore al centro della filiera agroalimentare ed in rapporto diretto con il produttore.
Benvenuti nel mondo dei Gas!
L’acronimo G.A.S. sta per Gruppi di Acquisto Solidale, che consiste in un insieme di consumatori che decidono di associarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire senza profitto tra loro rispetto alle esigenze richieste. I gruppi di acquisto nascono dell’idea di acquisti all’interno di entità collettive, che spesso sono comuni, circoscrizioni, quartieri, condomini.
Il gruppo si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli tra gli aderenti, cercando di seguire ogni passaggio sino alla tavola.
L’interfacciarsi solo con piccoli produttori genera una novità assoluta nel settore agroalimentare, poiché attivano quel tessuto produttivo economico italiano fatto dalla piccola impresa, la quale spesso rappresenta il vero baluardo dell’eccellenza agroalimentare del made in Italy. I consumatori sono informati in modo trasparente dei passaggi produttivi dei prodotti, mentre rispetto ai piccoli produttori che rientrano nei principi dell’economia solidale , avranno una maggiore facilità di vendita rispetto al difficile rapporto che potrebbero avere con la gdo.
Infatti i gruppi ricercano solo prodotti provenienti da piccoli produttori locali, per avere la possibilità di instaurare una relazione diretta attua ad un rapporto diretto produttore-consumatore e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto.
La ricerca degli acquisti è improntata su prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro, il rispetto dell’ambiente, il giusto profitto del produttore e la giusta esigenza del consumatore.
I GAS dislocati su tutto il territorio nazionale sono nati ognuno per esigenze proprie, spesso però accomunate da un feeling comune dettato da una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante,incentrata solo sul piano economico-finanziario e poco sulla conoscenza dell’origine e dell’indotto socio-lavorativo che c’è dietro ogni prodotto.
Il “motore ” dei gruppi di acquisto solidale è l’economia solidale , definita nel Forum di Porto Alegre del 2003 “quella realtà dinamica di reciprocità e solidarietà che collega gli interessi individuali all’interesse collettivo”.Gli elementi cardine sono dunque due: la contrapposizione all’economia definita classica attualmente dominante e il radicamento nel tessuto sociale.
L’economia solidale cerca così con fatica di coltivare gli anticorpi da contrapporre ai principi tossici della globalizzazione capitalistica.
Usando le parole di Mance: “La collaborazione invece dell’individualismo; la solidarietà invece della competitività; la creazione di posti di lavoro invece della disoccupazione; lo sviluppo ecologicamente sostenibile invece della distruzione degli ecosistemi; la riduzione dell’orario di lavoro invece dello sfruttamento; la distribuzione della ricchezza invece della concentrazione di capitali. Si tratta di una lotta impari, sia per lo squilibrio delle forze in campo, sia perché i virus persuasivi delle logiche del mercato sono così diffusi da rendere impossibile la creazione di un ambiente sterile ” .
Fondamentale chiarire che i gas non sono dei gruppi di acquisto come siamo abituati a pensarli, improntati soprattutto sul risparmio: si parla di “prezzo equo”, fondato sul rispetto delle condizioni di lavoro e dell’ambiente, e non di prezzo migliore.
Un ulteriore aspetto è che si cerca di perseguire il criterio di prodotti biologici, ma non è di certo l’unico: filiera corta, tracciabilità nella produzione, imballaggi impiegati, stagionalità dei prodotti, sostegno alla cooperativa sociale, dimensioni del produttore , la decrescita con l’autoproduzione.
La Legge 244/2007 (Legge Finanziaria per il 2008), ai commi 266 e 267 del suo articolo 1°, ha definito e disciplinato i gas inquadrandoli nelle forme giuridiche di associazioni non riconosciute o riconosciute oppure di comitati.
Il comma 267 stabilisce che le attività svolte verso gli aderenti non si considerano commerciali e quindi imponibili ai fini dell’applicazione dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA) se questi soggetti associativi conformano i loro statuti od atti costitutivi a quanto stabilito dal 7° comma dell’art. 4 del DPR 633/1972 che, ai fini dell’imposta sul reddito vengono considerati “enti non commerciali” .
I consumatori si organizzano in forme nuove di acquisto stabilendo il loro importante ruolo che svolgono per il settore agroalimentare, instaurando rapporti diretti senza intermediazione con piccoli produttori di qualità che spesso trovano difficoltà ad emergere nella normale economia di mercato. I gas sono una vera e propria innovazione di un’economia fondata sul rispetto equo degli attori, volta ad un miglioramento generale della società in cui viviamo.
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