Con una scrittura serrata e mai banale, Girolami ci conduce nel cuore di una narrazione che è azione ma anche pensiero. Un romanzo che nasce in un tempo difficile e parla del bisogno umano di riscatto, di appartenenza e di senso, senza mai perdere il ritmo.

Bentrovato, Andrea. “La riserva degli dei” ricopre un ruolo importante all’interno della tua carriera letteraria?
Direi di si. È il mio primo romanzo e quello che da l’inizio alla trilogia. Il secondo: “La torre del mistero” è già uscito e il terzo è in fase di realizzazione. Ognuno di essi è una storia a sé ma c’è un continuum fra di loro.
Come hai scelto il titolo per la tua opera?
Ho giocato un po’ sul fatto che la parola “ riserva” ha diversi significati quindi, per capire il significato del titolo bisogna leggere il romanzo il quale anch’esso, del resto, ha diverse chiavi di lettura.
Cosa possiamo aspettarci dai romanzi successivi?
Sempre un ritmo serrato, azione, buoni sentimenti e, soprattutto spunti di riflessione sui problemi che affliggono la nostra società.
In realtà i miei romanzi sono inviti a riflettere travestiti da romanzi di azione.
Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Boh…Credo che con questo particolare desiderio di esprimere la propria creatività, in fondo, ci si nasca. È qualcosa che accomuna tutti gli artisti, non solo gli scrittori.


