Come quando giocavo a biglie… piccole e rumorose ma anche libere di scorrere. Il centro nevralgico non era la gara e neanche la biglia in se… ma quel che ci vedevo io nelle piste, tra le dita, nei lanci. E mi viene spontaneo questo paragone pensando anche ai margini i una pista che la sabbia spesso confondeva… mi viene spontaneo tutto questo rimando se penso e ascolto a questi due nuovi brani di Andrea Sandroni ovvero di Dirlinger che pubblica davvero in 45 giri: sul Lato A regna “La città ideale” e sul Lato B un richiamo al celebre romanzo di Hemingway: “Il vecchio e il mare”. Lo immagino come dentro le foto e la copertina: una stanza, un arredo scarno e antico, retrò di legni e mobili di vecchie generazioni passate di lì, poi il moderno di qualche anno fa, l’amplificatore, l’asta, il cavo, la pedaliera, un basso e una chitarra, un microfono, forse due, un computer e quanto basta per registrare. Ed il suono sembra non cercare altro neanche quando si struttura appena un poco dentro il singolo del primo lato di cui troviamo il video in rete.
Leggero, a pastello, scanzonato, richiami famosi che vedo citare in rete più volte (e che mi convincono in fondo)… la fantasia è il cuore portante di Dirlinger che inventa personaggi come utopie, come “città ideali” dentro cui nascondersi… che forse il mare aperto fa paura e allo stesso tempo affascina… sarà il richiamo al concetto di Hemingway o all’immagine di copertina che salda assieme riparo e avventura, mare aperto e mura di una casa. Intimo, decisamente inutile aggiungere altro.

Anzi forse avrebbe potuto togliere ancora, forse “La città ideale” rischia davvero di far la fine del classico singolo pop che si ride in compagnia e si ascolta su di un prato in una giornata “ideale”… è secondo me sul Lato B che questa direzione stilistica trova una ragione e un coraggio più evidenti. Ed è li che vorrei andasse Dirlinger domani… che già il suo esordio, “cOntastorie”, alla fin della fiera, di folk antico aveva poco. Il retrò ci piace, ormai le radici vanno “di moda”… Resta l’urgenza a guidare la penna, la chitarra, il basso e gli amplificatori. Questo la dice lunga sul perché un 45 giri come questo. Dovrebbero essere tutti così gli intenti di chi fa musica…


