Scritto con linguaggio semplice ma denso di significati, il libro di Laura Spada è molto più di una storia per ragazzi. In ogni capitolo si cela un messaggio simbolico che spinge alla riflessione. Il bosco, le trasformazioni, il finale inatteso: tutto conduce a una consapevolezza nuova e profonda.

Nel libro si parla di alberi che erano uomini. Qual è il simbolismo dietro questa scelta narrativa?
Gli alberi un tempo esseri umani, hanno distrutto il mondo che Anja non ha conosciuto. Sono fermi e bloccati nella loro posizione, ma sono vivi ed è per questo ho scelto questo simbolismo. A una presentazione a Sassari un signore mi ha detto che la Strega avrebbe dovuto trasformarli in pietra, ma io gli ho risposto che doveva leggere il libro per capire la mia scelta di trasformarli in alberi.
Come hai costruito l’equilibrio tra fantasia e introspezione psicologica nella tua narrazione?
Non l’ho costruita, è un qualcosa che ho sempre avuto fin da bambina. Penso che la fantasia possa aiutarci a viaggiare nella profondità della nostra anima, o perlomeno io l’ho sempre utilizzata in questo modo. La psicologia mi ha sempre affascinato anche se ho fatto studi con indirizzo tecnico, e credo che l’introspezione psicologica sia fondamentale per comprendere la nostra anima e quella altrui.
Il tuo libro invita a riflettere sul potere dell’intuizione. Quanto è stato importante per te ascoltarla nella tua vita personale?
È stata fondamentale in quanto mi ha guidata in tantissime scelte importanti della mia vita. L’intuizione porta a fare scelte non sempre condivise da chi si ha vicino e solo il tempo può dirci se abbiamo fatto la scelta giusta. Oggi, guardandomi indietro, posso dire di essere felice di averla ascoltata.
Quali letture o autori hanno influenzato il tuo modo di raccontare attraverso metafore e simboli?
Sicuramente il “Piccolo Principe” un libro che amo tantissimo, anche se Anja e la Strega è completamete diverso sia come illustrazioni che ha dipinto Michela Secci Angioni, sia come stile di scrittura, narrazione e struttura, avendo quattro capitoli ognuno dei quali è introdotto da una parte del brano “Anja e la Strega” composto e interpretato da Salvo Tozzi .
Credi che oggi ci sia ancora spazio per le fiabe profonde e trasformative nel panorama editoriale italiano?
Credo di sì, altrimenti il mio libro non lo avrebbero letto così tante persone. Tra la prima e la seconda edizione riveduta, corretta e ampliata (YCP Marzo 2025) sono state superate le tremila copie, e nei tanti firmacopie che ho fatto, ho vuto modo di vedere direttamete quanto il libro potesse interessare. Tante persone dopo la mia breve presentazione acquistavano anche più di una copia, una per se stessi e le altre per regalarle.
Cosa ti auguri che un bambino e un adulto portino con sé, ciascuno a suo modo, da questa storia?
Che nessuno deve sentirsi in diritto di giudicare la vita altrui , che la cattiveria distrugge la vita non solo di chi la subisce ma anche di chi la provoca, che il potere così come la ricchezza materiale è un privilegio che si deve utilizzare per fare del bene, che nella vita meglio prendere posizione anche sbagliando, piuttosto che restare ignavi e che, cosa importantissima, noi, solo noi abbiamo il potere di decidere chi vogliamo essere.


