Ancora una volta il regista Christopher Nolan torna sul grande schermo con un capolavoro da titolo “Oppenheimer”, ambientato negli anni Quaranta e che restituisce gli anni dello scienziato americano J. Robert Oppenheimer, interpretato da Cillian Murphy.
Uscito il 23 agosto, il film è la ricostruzione della storia dei rapporti tra la Germania Nazista e gli Stati Uniti, dal progetto Manhattan alla messa a punto della rivoluzione da parte dello scienziato – da cui il titolo della pellicola – che ha contribuito all’evoluzione della fisica moderna.
Lo spettatore rivive i laboratori ultra segreti a Los Alamos, nel deserto del New Mexico, con rimandi a Albert Einstein.
Infatti, il film è ricco di un citazionismo innovativo, impreziosito dalle colonne sonore del compositore svedese Ludwing Göransson, che riproducono acutamente il documentario di Karl Bird e Martin J. Sherwin, “Oppenheimer. Trionfo e caduta dell’inventore della bomba atomica”, da cui il film tra ispirazione.
Un film, insomma, che riaccende nello spettatore la spinta alla curiosità, verso il mondo della conoscenza, con echi a un passato decisivo per l’emergere di un’anima intellettuale, fisica, storica e nozionistica all’interno del variegato universo della Settimana Arte.