di Francesca Papagni
Ti ho aspettato in un campo innevato:
tra le mani un grazioso fiore vermiglio,
che tu non hai mai raccolto.
Ti ho aspettato inerme al suolo:
sul volto la fredda rugiada notturna,
che lieve si posa sugli aceri sanguigni.
Ti ho aspettato inquieta al tramonto:
negli occhi lacrime purpuree di luce calante,
che fievole si nasconde dietro ai monti.
Ti ho aspettato illusa una vita:
nel cuore il torpore della vana attesa
che dolente affligge e muore nelle stanche membra.



