“Fa bene Italia Nostra Roma a chiedere l’intervento urgente della Soprintendenza statale perché agisca per assicurare la tutela di un elemento storico di pavimentazione e arredo della Capitale, noi ci rivolgeremo alla Procura di Roma perché ci sono troppo ombre su questa storia dei sampietrini. Per tutelare il loro valore inestimabile non ci fermeremo di fronte alle improvvide dichiarazioni del neo assessore ai lavori pubblici Pucci e alla goffa smentita del sindaco Marino che si avventurato in un misero conto della serva. Qualcuno sta mentendo o truffando per questo vogliamo vederci chiaro sulla proposta di vendere gli storici serci romani per farne oggetto di design e suppellettili di arredo quando, guarda caso, già esiste una società nata nel 2013, con annesso sito internet e profilo facebook, che commercializza alcuni prodotti definiti originali addirittura con il certificato e il logo di Roma Capitale. L’autorizzazione è stata forse rilasciata dal gabinetto del Sindaco dove lavorava fino a qualche giorno fa lo stesso Maurizio Pucci ora neo assessore?” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio.
“Questi sono gli interrogativi che, insieme all’Associazione Selciaroli Romani, porremo al neo assessore alla legalità e alla trasparenza Sabella e alla Procura della Repubblica di Roma per comprendere come la società in questione, dopo nemmeno un anno dalla sua nascita, ha ricevuto la certificazione del Comune di Roma che gli ha permesso di poter apporre un certificato e il logo di Roma Capitale, rilasciato esclusivamente dal Sindaco in persona, sui materiali di comunicazione e sul prodotto grazie ad un contratto di licenza di utilizzo del marchio. La società dichiara di utilizzare come materia prima per la realizzazione dei suoi prodotti, gli originali Sampietrini di Roma, che vengono dismessi e abbandonati nelle cave o depositi privati. Come possono essere originali questi prodotti? Il sampietrino è un bene di proprietà del Comune di Roma, utilizzato come materiale di reimpiego in altre strade, le ditte che realizzano la posa in opera non possono assolutamente trattenere i selci asportati dai cantieri poiché si renderebbero perseguibili per legge. Per quanto riguarda le cave dismesse attualmente sono tutte chiuse anche quelle di epoca recente come quella del Laghetto. E allora ci chiediamo di che periodo sono i sampietrini utilizzati? Come sono stati estratti se la professione storica dei selciatori è estinta? Che certificazione rilasciano e sulla base di cosa Roma Capitale ha dato loro la certificazione di qualità? Le periferie hanno bisogno di ben altro non di sampietrini riciclati e il centro storico ha bisogno di essere valorizzato con il suo immenso patrimonio. Come al solito il sindaco Marino non è in sintonia con i romani e la sua pezza a colori è più brutta del buco fatto dall’assessore Pucci” conclude Santori.


