ACERRA. Lavoro di Arnolfo Petri, liberamente ispirato ad Affabulazione di Pier Paolo Pasolini, In nome del padre approderà al Rostocco sabato 13 e domenica 14 dicembre.
Storie di padri e figli, di scontri, di mondi lontani.
Storie di ieri e di oggi che non intendono incontrarsi, sullo sfondo, i sentimenti e i legami di una società sempre nostalgica e mai proiettata al futuro.
Gabriele, professore, marito, padre.
Scopre di esser stato tradito dalla moglie e tutto sembra acquisire un aspetto diverso. Entra in contatto con una parte oscura di sé, quella delle insicurezze, del dolore sordo, della delusione cieca e cerca di ritrovare quel figlio a lungo trascurato. Comincia così un altro confronto, quello con la realtà di padre distratto e il rancore di un figlio sentitosi abbandonato per tutta la vita.
È la storia di un fallimento.
Un fallimento generazionale.
La metafora efficiente e funzionale, cara al grande Pasolini, di un mondo in continua tensione verso il “vuoto”.
Scene: Armando Alovisi
Costumi: Roberta Mattera
Coordinamento tecnico: Enrico Scudiero
Grazie per l’ospitalità
Addetto Stampa
Federica Pacilio


