di Elena Sparacino
Attendiamo con trepidazione l’arrivo della prossima primavera: Disney e Warner Bros tornano a sfidarsi, questa volta a colpi di fiaba in forma umana. Grandi cast e regie importanti, che ridestano i sensi dei cinefili mondiali a dispetto della conoscenza trita e ritrita delle storie in questione. Parliamo, senza dubbio, di classici senza tempo come Cinderella (dell’alma mater Disney) e di Pan, quarta revisione – edita WB e in uscita a luglio – dell’affascinante romanzo di J.M.Barrie, già perpetrata in cartoon proprio dalla casa di produzione rivale, e in versione cinematografica da Steven Spielberg (Hook, 1991) e, in tempi più recenti, dalla fedelissima trasposizione di P.J. Hogan (Peter Pan, 2003). Questa volta tocca a Joe Wright, giovane e acclamatissimo regista per i capolavori che ha saputo rendere dagli adattamenti letterari di classici come Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione, Anna Karenina.
Presumibilmente Wright, contraddistintosi per un taglio registico sicuramente personale, saprà conferire la propria cifra anche alla storia dello scrittore scozzese, a partire dalla conferma di una spalla fidata come Dario Marianelli (che già curò per lui le coinvolgenti musiche di Orgoglio e Pregiudizio), fino a dei connotati che si preannunciano differenti rispetto all’Isola Che Non C’è originale, come l’introduzione del pirata Barbanera a rapire i bambini orfani di guerra. Con uno specchio revisionato sull’approdo di Peter all’Isola dove i bambini non crescono mai, infatti, il regista intende stravolgere i cattivi originali, presentandoci un Uncino ancora ‘in borghese’ e inedito, descritto più come “un affascinante Indiana Jones”. Ma, per gli appassionati di Neverland, non c’è da temere di rimanervi sperduti: la sceneggiatura è stata inserita Black List di Hollywood nel 2013, sintomo garante che fa decisamente ben sperare. Si tratta, infatti, della celebre classifica rilasciata ogni anno il secondo venerdì di Dicembre dal produttore Franklin Leonard, che stila tra i copioni cinematografici ancora in attesa di produzione i “più apprezzati” (e non necessariamente con la pretesa di scovare “i migliori”, come spiega il sito web ufficiale). Importante anche il cast, che gravita attorno al piccolo e ancora poco noto protagonista Levi Miller; il giovane Peter, dall’accento marcatamente britannico, si troverà al fianco di veterani come i reduci “Miserabili” Amanda Seyfried e Hugh Jackman (Barbanera), Garrett Hedlund (nel ruolo di Uncino) e, tra gli altri, piccoli cameo come quello della modella britannica Cara Delevingne in veste di sirena.
Non lascia a desiderare nemmeno il trailer di Cinderella, l’ennesima svolta in live-action di quella che Disney (affrontando ormai da anni una profonda crisi creativa ed economica) ha ormai da qualche anno adottato come strategia di ripresa, rivelatasi vincente – vedi Alice in Wonderland o Maleficent, come pure Into the Woods). Ormai ferrata nel campo, la casa di produzione si è lanciata, per la reinterpretazione di quella che è sempre stata una delle sue perle più lucenti, nell’investimento in un grande cast. Non si trascuri che Cate Blanchett, perfida matrigna per l’occasione, è reduce dell’Oscar per l’interpretazione nel Blue Jasmine di Allen, mentre la scelta dell’incomparabile Helena Bonham Carter non potrebbe essere immaginata più azzeccata per vestire i panni della smemorata e bizzarra Fata Madrina. I protagonisti positivi, invece, sono stati attinti da due serie di successo, reclutando il Robb Stark di Game of Thrones, Richard Madden, a impersonare il principe, mentre Lily James (la frizzante Lady Rose di Downton Abbey) vestirà i panni di Cenerentola in persona.
Dietro la macchina da presa, l’affezionato shakespeareano Kenneth Branagh, il quale conferma che nella pellicola troveranno spazio tutti gli elementi più classici di Cinderella che conosciamo e amiamo, sebbene in un’intervista a Entertainment Weekly abbia tenuto a ribadire che la sua Cenerentola non verrà dipinta come la vittima, in questa versione della storia, ma piuttosto emergerà il suo lato indipendente, senza perdersi d’animo lei per prima: «Con la sua performance ridefinisce il concetto di bontà, il che la rende sexy, e cool, e grintosa». Ora, non sappiamo se ciò di cui avevamo bisogno è precisamente una Cenerentola più sexy; certo è che la ragazza che perde la scarpetta, questa volta si sentirà un po’ meno persa.
Per gli shot promozionali dei personaggi è stata scelta la fotografa Annie Leibovitz, ma colori brillanti e vividi, insieme ad una splendida fotografia, sembra saranno una connotazione propria di tutto il film e dei dettagli ad esso dedicati. La trepidazione è tale che Vogue ha dedicato agli straordinari costumi di Cinderella un articolo dal titolo What Would Cinderella Wear?, che rivela la raffinatezza delle audaci e ricercate scelte della costumista Sandy Powell, tra i cui lavori possiamo citare Shakespeare in Love (1998) e La ragazza con l’orecchino di perla (2003), nonché prediletta di Martin Scorsese in più occasioni: Gangs of New York (2003), The Aviator (2004), The Departed (2006), Shutter Island (2010), The Wolf of Wall Street (2013). Tre volte premio Oscar, Powell si è detta entusiasta di accettare la sfida di vestire dei personaggi buoni, sempre meno divertente e più complesso dei “cattivi ragazzi” per il rischio di scivolare nel banale. Benché la favola sia senza tempo, Powell cercava un look che richiamasse «un film sul diciannovesimo secolo girato negli anni Quaranta o Cinquanta».
Nel vestire Cenerentola, Powell non ha mancato di ispirarsi all’iconografia più tradizionale e fedele, non trascurando – tuttavia – le intenzioni del personaggio inquadrato da Branagh: «Non la volevo vestita da stracci, come è spesso ritratta nei libri di fiabe», motivo per il quale ha optato per creare appositamente un ordinario «abito che sembri inizialmente bello finendo col risultare sbiadito, stanco, e logoro». Per quanto riguarda il Vestito per il ballo, si tratta di un abito ceruleo con una gonna voluminosa composta di oltre una dozzina di strati in seta impalpabile, in diverse tonalità di azzurro, turchese e lavanda. Una bellezza conturbante che James ricorda averla fatta sentire, la prima volta che l’ha indossato, al contempo potente e spaventata: «Poi ho capito che potevo usare la paura di mostrarmi come Cenerentola si sentirebbe in quel momento». La Scarpetta, dettaglio imprescindibile disegnato in collaborazione con Swarovsky, è ispirata a un modello del 1890 rinvenuto personalmente da Powell in un museo di Northampton: una scarpa dal tacco di 15 cm, racconta, senza plateau. «In pratica, impossibile da camminarci. In pratica: perfetta!»
Tra tanta trepidazione, c’è anche chi si dimostra scettico, o meglio: diffidente. Ma la realtà è che il live-action sembra funzionare, e spingere chi vi si approccia a fare sempre di più, arrivando a produzioni cinematografiche che richiamano e ispirano il lavoro di grandi nomi tanto dietro quanto davanti la cinepresa. La vera rivoluzione, è come questo modus operandi nel tempo ha cambiato – e continua a cambiare – la percezione di un simile modulo narrativo. La favola non è più relegata a essere una cosa da bambini, ma scatena le fantasie e la creatività anche degli adulti, tornando a scoprirne i significati intrinsechi ‘da grandi’ di cui sempre sono state condite. E sarebbe cieco negare l’apporto della serie televisiva ormai cult Once Upon A Time (nel cui cast figurano Ginnifer Goodwin e Jennifer Morrison). La saga che vede tutti i personaggi delle fiabe perdere la memoria a causa di un maleficio, imprigionati nella fittizia cittadina Storybrooke, concentrando di puntata in puntata un focus, oltre che sullo sviluppo della trama, su un’introspezione quanto più umana possibile dei personaggi, indagando sui parallelismi realistici dei caratteri propri della loro natura fantastica. Esaurito dalla non credibilità delle realtà esagerate che propone oggi una soggettistica a volte arida, il pubblico sembra fluire naturalmente verso la ricerca di un legame più naturale tra sé e la fantasia. E così, Hollywood risponde; naturalmente, a suon di star, effetti speciali e colpi di bacchetta.


