di Fabio Camillacci
Ci siamo, si riparte. Domani torna il campionato di Serie A. La prima giornata della stagione 2014-2015 promette subito gol, spettacolo ed emozioni. L’anticipo delle 18 del sabato vedrà scendere in campo i campioni d’Italia in carica: Juventus di scena a Verona contro il Chievo. In serata poi alle 20.45 l’Olimpico ospiterà un Roma-Fiorentina che si annuncia scoppiettante: i vicecampioni d’Italia contro il bel calcio praticato dalla Viola di Vincenzo Montella, quarta forza del torneo precedente.
Domenica 31 agosto il clou è Milan-Lazio in programma alle 18; stesso orario per Atalanta-Verona, gara a rischio ordine pubblico vista la grande rivalità tra i gruppi ultras bergamaschi e scaligeri. Il quadro del primo turno si completerà alle 20.45 con: Torino-Inter, Genoa-Napoli, Cesena-Parma (derby emiliano-romagnolo), Palermo-Sampdoria, Sassuolo-Cagliari e Udinese-Empoli.
Che campionato sarà? La Juve calerà il poker tricolore anche senza Antonio Conte in panchina? Una cosa è certa, ci sarà più equilibrio rispetto agli ultimi due anni, ma, i bianconeri campioni in carica (tre scudetti consecutivi) partono sempre col favore del pronostico; anzi, se il nuovo tecnico Massimiliano Allegri decidesse di abiurare il 3-5-2 tanto caro al neo c.t. azzurro per il 4-3-3, la Vecchia Signora potrebbe finalmente fare bene anche in Europa, terreno difficile per la squadra guidata dal condottiero salentino. Per far bene in campo internazionale infatti servono: un modulo spregiudicato, un gioco moderno, una mentalità vincente. E’ fondamentale imporre il proprio calcio: basta col fallimentare gioco speculativo all’italiana.
Oltretutto, a livello di rosa, la Juventus si è pure rinforzata con gli arrivi del giovane Morata (l’ex bomber del Real Madrid attualmente è ai box per un infortunio al ginocchio), Evra (esperto jolly franco-senegalese che ha vinto tanto col Manchester United) e Pereyra (ottimo centrocampista argentino ex Udinese). Superflui gli addii di Vucinic, Osvaldo e Quagliarella, tre punte che l’anno scorso non hanno certo lasciato il segno. Se la Juve riuscirà a trattenere i suoi gioielli Vidal e Pogba fino alla chiusura del mercato estivo, lascerà intatto il suo ruolo di super favorita al trionfo finale.
Un gradino sotto “Madama” c’è la Roma di Rudi Garcia, autentica grande rivelazione dell’anno scorso. Luci e ombre in casa giallorossa soprattutto dopo la cessione di Mehdi Benatia. La difesa infatti è il grande punto interrogativo rispetto alla stagione 2013-2014: sulle fasce e al centro. Gli esterni titolari, il neoacquisto Cole e Maicon, hanno entrambi 33 anni. Oltretutto, il verdeoro potrebbe accusare il peso psicofisico del deludente Mondiale in Brasile. Le seconde linee di fascia, Emanuelson e Torosidis, non entusiasmano più di tanto: sono i classici giocatori da compitino. Mentre lo sfortunato Balzaretti è ancora alle prese con la pubalgia che rischia di fargli chiudere anticipatamente la carriera. In mezzo invece si farà sentire la mancanza di una coppia forte e collaudata come quella formata da Benatia e Castan (quest’ultimo peraltro alle prese con recenti noie muscolari). I neo arrivati Astori e Manolas sono da collaudare, mentre il 19enne Romagnoli è ancora acerbo e non dà troppe garanzie.
Qualche dubbio anche in attacco in attesa della consacrazione di Mattia Destro. Gervinho e Iturbe si annunciano frecce imprendibili nel 4-3-3 di Garcia. Capitan Totti è la solita certezza nonostante stia per compiere 38 anni. Però manca sempre il bomber “top player” alla Tevez. Un bomber da oltre 20 gol. La vera forza della Roma resta il centrocampo: un mix di forza e classe con De Rossi, Nainggolan e Pjanic, in attesa del pieno recupero di Strootman. Una mediana peraltro puntellata dall’esperienza e la concretezza di Keita e dal giovane talento turco Ucan.
Un discorso a parte merita il Napoli che potrebbe partire ad handicap dopo l’eliminazione dalla Champions League. La recente sconfitta con l’Athletic Bilbao nel play off di Coppa Campioni, potrebbe avere brutte ripercussioni psicologiche sulla squadra di Rafa Benitez, un tecnico attualmente in confusione tecnico-tattica. Il mancato accesso ai gironi di Champions è anche una brutta botta economica per le casse dei partenopei che perdono i soldi Uefa della Champions. Ma De Laurentiis dovrà comunque investire sul mercato perché la stagione 2014-2015 è appena all’inizio. Se lo avesse fatto prima, forse il Napoli non sarebbe stato eliminato. Servono assolutamente rinforzi a centrocampo: un regista che sappia illuminare la manovra e un mediano bravo in fase di copertura davanti alla difesa. Perché con De Guzman, Jorginho, Gargano e Inler non si va lontano. Un’altra grande incognita è rappresentata poi dall’avvicendamento tra i pali: il portiere brasiliano Rafael sembra di gran lunga meno affidabile rispetto allo spagnolo Pepe Reina.
La Fiorentina è sicuramente l’outsider per lo scudetto, ma, molto dipenderà dalle condizioni fisiche di “Pepito” Rossi, sempre più di cristallo. Poi c’è un altro aspetto che può incidere negativamente sulla stagione dei gigliati: l’eventuale cessione di Cuadrado. Il forte esterno colombiano è corteggiato da mezza Europa. Al contrario, di positivo per Montella ci sono: l’arrivo del tosto nazionale argentino Basanta in difesa e il pieno recupero di SuperMario Gomez in attacco. Inoltre, la squadra viola è complessivamente quella dell’anno scorso e questo è un aspetto importante sul fronte dell’intesa tra i giocatori e tra i reparti. Il tutto condito con una buona spruzzata di giovani: dal talentuoso attaccante Under 21 Federico Bernardeschi, all’esterno mancino Marcos Alonso Mendoza, ex Bolton e Sunderland di scuola madridista, fino al potente e veloce attaccante senegalese Babacar.
Ed eccoci alle due milanesi. L’Inter di Walter Mazzarri può senza dubbio inserirsi nella lotta scudetto. I nerazzurri, al secondo anno con l’ex tecnico del Napoli in panchina, sono più collaudati e ripartono da un’ottima base anche se sono andati via tutti i protagonisti del “triplete”. Una base arricchita dagli acquisti dell’ex “Red Devils” Vidic (forza ed esperienza in difesa), dell’ex romanista Dodò (una scheggia sulla fascia sinistra), dell’ottimo centrocampista francese M’Vila (l’ex Rubin Kazan deve solo evitare i comportamenti alla Balotelli) e del poliedrico e roccioso nazionale cileno Medel. In avanti: Osvaldo è la solita scommessa, Palacio la solita garanzia di gol e Icardi, se matura ulteriormente, può diventare il nuovo Bobo Vieri.
Situazione diversa per il Milan che nonostante i progressi degli ultimi giorni, rimane un’incognita: un cantiere aperto. Dopo la fallimentare stagione passata, il “Diavolo” si affida a Filippo Inzaghi che può diventare l’Antonio Conte rossonero. Super Pippo infatti incarna la “milanistità” così come Conte incarnava la “juventinità”. La campagna acquisti all’insegna dell’austerity berlusconiana, ha prodotto però solo “parametri zero” e prestiti. Poche le spese sostenute. L’ex Cagliari Agazzi e l’ex Real Madrid Diego Lopez hanno rinnovato il parco portieri; gli ex Paris Saint Germain, Alex (difensore centrale brasiliano di 32 anni) e Menez (discontinuo fantasista che ha già giocato in Italia con la Roma), sono due scommesse. Possono fare molto bene, così come possono deludere in toto. Stesso discorso per l’ex Napoli Armero. Per un salto di qualità servono un paio di colpacci “last minute” sul mercato. Galliani, con le poche finanze a disposizione, dovrà fare miracoli.
E la Lazio di Claudio Lotito? Sicuramente si è rinforzata rispetto all’anno scorso. Il patron biancoceleste è stato bravo a blindare (almeno fino ad oggi) Candreva e Lulic, dati sul piede di partenza in cambio di parecchi milioni di euro. Allo stesso tempo, “Divus Claudius” (come lo abbiamo ribattezzato noi di Ventonuovo) è stato abile a portare alla corte del nuovo allenatore Stefano Pioli, una serie di buoni giocatori come: l’ottimo difensore centrale della nazionale olandese De Vrij (ex Feyenoord), l’attaccante serbo ex Nantes Djordjevic (10 reti in Ligue 1 l’anno scorso), l’ex esterno dell’Udinese Dusan Basta (serbo anche lui), il centrocampista Parolo (proveniente dal Cesena). Tutto da scoprire invece Santiago Gentiletti detto “El Chueco” (lo storto), difensore centrale argentino ex San Lorenzo: la squadra benedetta di Papa Francesco che nell’ultima stagione ha vinto “Torneo Inicial” argentino e Coppa Libertadores, la Champions sudamericana. Insomma, se l’ossatura della squadra assorbirà bene e subito il passaggio di consegne in panchina tra Edy Reja e Pioli, la Lazio può fare un bel campionato. Peraltro, quest’anno i biancocelesti non avranno l’impegno infrasettimanale nelle Coppe Europee.
Le altre. Intriga e molto il Cagliari di Zeman. Il Torino di Ventura, fresco di qualificazione ai gironi di Europa League potrebbe ripetere e anche migliorare quanto fatto nella stagione scorsa. Nonostante la partenza di Ciro Immonile. Stesso discorso per il Parma di Donadoni e per il Verona di Mandorlini. Da verificare le tre neopromosse Palermo, Cesena e Empoli. Dovrebbero raggiungere una tranquilla salvezza: Atalanta, Genoa e Sampdoria. Un gradino sotto troviamo Chievo e Sassuolo. Infine, c’è attesa per vedere come si comporterà mister Stramaccioni alla guida dell’Udinese, dopo la fallimentare esperienza d’esordio con l’Inter. Ovviamente, molti giudizi sulle 20 squadre al via della Serie A 2014-2015, potrebbero cambiare perché il calciomercato estivo chiude lunedi 1 settembre alle 23. Buon campionato (nella foto: il pallone ufficiale della Serie A 2014-2015).