di Simone Dei Pieri
L’attore statunitense Nathan Birnbaum (conosciuto ai più con lo pseudonimo di George Burns, di ‘Una Cadillac tutta d’oro’), nel 1979 rilasciò un’intervista su ‘Life Magazine’ durante cui emerse una sua celebre frase:
“È un peccato che le persone che sanno come far funzionare il Paese siano troppo occupate a guidare taxi o impegnate a tagliare i capelli!”.
Sono ormai passati i fasti e la politica descritti da Machiavelli, si sono estinti i grandi leader capaci di innescare rivoluzioni culturali e guidare il popolo verso più rosee aspettative, ma sfortunatamente non sono spariti anche i grandi cretini, capaci di spingere tutti verso inutili fatiche e baratri fiscali.
La Politica con la ‘P’ maiuscola non c’è più: ora è il tempo di quella con la ‘p’ minuscola!
Siamo soliti discutere, parlare, pontificare ma non abbiamo idee… non ci avrebbe scommesso nessuno, ma siamo riusciti ad annullare anche le chiacchiere da bar! Ora si discute sui social: la politica si fa su Facebook, i sondaggi su Twitter, le dichiarazioni registrate su YouTube, i commenti si ignorano, i Mi Piace raccolgono l’interesse (che sia positivo o negativo) destato dal personaggio politico e dalle ultime frasi commentate da tutti nei salotti politici.
Abbiamo raggiunto quel triste momento in cui i servizi di Studio Aperto sulla “nuova ondata di calura estiva” sono più interessanti del programma di Governo!
Detto ciò, per renderci conto di quale sia il livello medio delle ‘notizie’ che vengono propinate giornalmente, dopo un’analisi attenta dell’impatto che hanno avuto su di noi in una scala da 1 a 10 (dove 1 è un vivo interesse e 10 l’ultimo plastico di Bruno Vespa) inauguriamo questa rubrica presentando la selezione delle più (ir)rilevanti DICHIARAZIONI GOVERNATIVE:
1- Apriamo lunedì 25 Agosto con il tweet mattutino (alle 7:15) del premier Matteo Renzi, tornato dalle vacanze in Toscana, che augura “Buon lavoro a chi torna oggi in ufficio #ciaovacanze” postando una foto del cortile interno di Palazzo Chigi e riaprendo su alcuni punti di cui si discuterà nei prossimi giorni per ‘cambiare verso’ al Paese, tra cui il prossimo CdM e le riforme-scuola.
Dopo questo tweet siamo ottimisti! No, non per i punti programmatici…
Se Matteo scrive ‘Buon lavoro!’ vorrà dire che in Italia qualcuno che ha un lavoro c’è ancora!
2- Ci ha molto colpito il sondaggio lanciato da un’importante (si fa per dire!) testata giornalistica italiana, dal titolo “La Boschi in bikini: meglio la forma o la Riforma?”.
Il sondaggio, che a dispetto di quanto potrebbero pensare i nostri analisti politici ha riscosso un discreto successo, è stato rimbalzato da diversi siti informativi o pseudotali.
Il risultato scritto con un 83% per la forma! Perde clamorosamente il 17% pro-Riforma.
Sapevamo che tanti italiani ragionano col culo… ma fino a questo punto?
3- Stavolta torniamo a discutere di Governo e Riforme in TV; viene riesumata l’annosa questione inerente il vitalizio per i Parlamentari italiani, così come sancito dall’Art. 69 della Costituzione Italiana che recita “I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge”, poi attuata con l. 31 ott. 1965, n.1261.
E mentre diversi tra maggioranza e opposizione sostengono che ci sia ancora tempo per aprire la parentesi ‘vitalizio’, si fa largo nelle memorie collettive tale Antonio Razzi, che in una registrazione apparsa per la prima volta su La7 e poi diffusa sul web, confessa di aver salvato l’allora Governo Berlusconi perché “…questi sono tutti malviventi e pensano ai cazzi loro, a te non ti pensa nessuno!
Questi se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina. Per il vitalizio 10 giorni mi mancavano e per 10 giorni mi inculavano. Io non ho mai lavorato in Italia! A 63 anni dove vado a lavorare? Se si fosse votato il 28 di Marzo come era in programma, io per 10 giorni non pigliavo la pensione! Io penso per i cazzi miei, perché Di Pietro pensa pure ai cazzi suoi, mica pensa a me!”.
La versione satirica offerta settimanalmente da Maurizio Crozza risulterà indubbiamente più esilarante e meno boccaccesca, considerato che trattasi di un Senatore della Repubblica.
4- Sarà il sole, saranno le bevute serali tra amici, saranno le zanzare, ma è proprio quando il caldo dà alla testa e distinguere la linea sottile tra realtà e idiozia diviene sempre più difficile, che l’On. Alessandro Di Battista ha deciso si sparare alto in merito al rapimento e decapitazione di J. Foley, giornalista americano.
Al di là dell’atto in sè (sono ancora al vaglio le immagini e se ne discute a livello internazionale) la dichiarazione non è stata tra le migliori, poiché ai più sono apparse parole accusatrici assimilabili ad un “…se l’è meritato per colpa degli Stati Uniti” in quanto il DiBa aveva anticipato, pochi giorni prima, con un’analoga dichiarazione secondo cui sarebbe stato possibile “dialogare” con i terroristi dell’Isis.
Alla prima dichiarazione era seguita la sagace risposta dell’Ambasciatore Iracheno, Saywan Barzani, che ha chiuso la polemica: “Se l’On. Di Battista ha la possibilità di entrare in contatto con i terroristi e vuole andare nelle zone sotto il loro controllo per intavolare con loro una discussione, sappia che il suo visto di ingresso in Iraq è pronto: può andare ad Erbil, raggiungere in qualche modo Mosul e convincere i terroristi a fermare il genocidio di cristiani e musulmani come sta avvenendo in questi giorni.“
Nel frattempo, si discute se vietare nuovamente le interviste ai parlamentari Cinque Stelle e sul web si ironizza: “…ma se non riusciamo a dialogare con nostra moglie su cosa si mangia a cena, possiamo dialogare con i terroristi?“
Di magre figure ne han fatte sin troppe, al momento… ora dateci almeno un po’ di respiro!
5- Calderoli al papà della Kyenge: “Troppi incidenti, toglimi macumba!”.
Questo il titolo regalatoci dal Corriere della Sera a fine estate… proprio in tempo, eh! Sappiamo che vi abbiamo stupito proprio quando temevate di non riuscire a sentire la cretinata dell’estate e invece, eccola lì!
Dobbiamo davvero dare spiegazioni?
Sei volte in sala operatoria, due in rianimazione, una in terapia intensiva, la madre venuta a mancare, due vertebre e due dita rotte nell’ultimo incidente e un serpente (!) di due metri in cucina.
Tutto da quando il senatore ha appellato l’ex ministro Kyenge come “orango”.
Da lì -così sembra- la vendetta del padre ed ecco la macumba!
Non riusciamo ad esprimerci in maniera divertente sull’accaduto, ma pensiamo non ce ne sia davvero bisogno… fate un po’ di fatica voi, suvvia!
**Le notizie qui riportate sono vere, verissime! Purtroppo…

