di Francesco Moresi
Ieri è stata una giornata importante in FIGC, poiché Carlo Tavecchio, principale candidato alla poltrona di presidente, lasciata vacante da Abete dopo la debacle italiana ai mondiali brasiliani, ha ricevuto il sostegno unanime alla sua candidatura da parte di 90 rappresentanti della Lega dilettanti.
Tavecchio durante il suo intervento, ha rilasciato dichiarazioni importanti, indicando i suoi obiettivi principali e ponendo al primo posto, inevitabilmente, la scelta del nuovo mister della nazionale A italiana, dopo le dimissioni di Prandelli. Tra gli altri punti, messi in risalto da Tavecchio, vi è la nomina di un Ct che possa curare l’aspetto tecnico delle nazionali giovanili, a partire dall’Under 15 fino all’Under 21, in modo da emulare, per quanto possibile, quanto accaduto in Germania. Tavecchio ha poi affrontato problematiche relative allo statuto della FIGC, sostenendo l’importanza della cancellazione del diritto di veto “occulto”. Il candidato ha inoltre mostrato un forte ostracismo nei confronti delle seconde squadre da inserire in campionati minori come accade già da tempo in Inghilterra e Spagna, mentre ha manifestato la sua totale apertura alla liberalizzazione delle multiproprietà.
Durante il discorso però, Tavecchio è incappato in una gaffe imbarazzante, sugli stranieri ed extracomunitari che giocano in Italia, tanto da dover chiede scusa ufficialmente poco dopo. La frase incriminata “In Italia arrivano stranieri che prima mangiavano banane e da noi sono titolari”, non è passata inosservata, lasciando perplessi gli addetti ai lavori e il suo principale avversario, l’ex giocatore di calcio e della nazionale italiana Demetrio Albertini.
A breve si saprà finalmente chi la spunterà tra Tavecchio ed il “giovane” Albertini, anche se le premesse non sono delle migliori, poiché in entrambi i programmi non sembrano trapelare obiettivi rivoluzionari, in grado di dare una svolta positiva alle sorti del nostro calcio, sempre più anacronistico, rispetto ad altre realtà europee. Già con la scelta dell’allenatore si potrà capire quali saranno le reali intenzioni della FIGC, ovvero se pianificare un futuro ripartendo dalle macerie della disfatta brasiliana di quest’estate oppure continuare come si è fatto sino ad ora, mantenendo intatto un sistema calcio arcaico e insufficiente per poter competere con le altre federazioni europee ed internazionali.