Dopo il riscontro ottenuto dagli appuntamenti estivi, la direzione artistica prepara una nuova fase dedicata a inclusione, musica e crescita professionale


REGGIO EMILIA – La prima fase si è conclusa, ma il percorso di Of.Art è soltanto all’inizio. Dopo gli appuntamenti ospitati negli spazi del Reggiane Parco Innovazione, gli organizzatori stanno già lavorando alla nuova stagione, che dovrebbe ampliare il progetto attraverso iniziative dedicate alla musica, alla formazione, alla narrazione, allo scouting e alla parità di genere.

Il bilancio della programmazione iniziale viene considerato positivo sia per la partecipazione del pubblico sia per il coinvolgimento degli artisti e degli operatori. L’obiettivo era costruire un luogo nel quale diverse componenti del settore culturale potessero incontrarsi, superando la separazione tra spettacolo, approfondimento e crescita professionale.

Il progetto è stato pensato per il pubblico, ma anche per gli artisti e gli addetti ai lavori. Una triplice destinazione che ha determinato la struttura del calendario. Gli incontri non si sono limitati alla presentazione di concerti, ma hanno incluso momenti dedicati alla comunicazione musicale e alla selezione di nuovi talenti.

La prima parte della rassegna ha ospitato Mauro Ermanno Giovanardi, al quale è stato assegnato il “Premio Of.Art Artista in Luce”. Lo showcase del 19 giugno ha inaugurato una serie di appuntamenti nei quali la musica d’autore ha dialogato con il contesto particolare delle ex Officine Reggiane.

Il 26 giugno la masterclass gratuita “Comunicare Musica” ha affrontato il tema della promozione artistica. Un incontro rivolto a chi opera in un settore che negli ultimi anni ha subito profonde trasformazioni. Piattaforme digitali, social network e nuove modalità di consumo hanno modificato il rapporto tra artisti e pubblico, rendendo necessarie competenze sempre più specifiche.

Le selezioni regionali del Premio Fabrizio De André hanno invece rappresentato il momento dedicato allo scouting. La sfida tra i cantautori emiliano-romagnoli si è conclusa con la vittoria dell’artista estense Amarti, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire nuove voci e nuovi percorsi di scrittura.

Con Dazebao, presentato il 4 luglio, la rassegna ha guardato al patrimonio musicale degli anni Settanta. Il progetto di Gigi Cavalli Cocchi e Gianfranco Fornaciari, realizzato con la partecipazione di Fabio Mora, ha proposto una reinterpretazione di alcuni brani fondamentali di quel periodo.

La varietà degli appuntamenti ha permesso alla direzione artistica di verificare la risposta del pubblico rispetto ai diversi linguaggi proposti. Andrea Gherpelli, Roberto Grossi e Fabio Gallo hanno espresso soddisfazione per il gradimento degli artisti, per la partecipazione degli spettatori e per l’interesse manifestato dagli addetti ai lavori.

La nuova fase dovrebbe partire proprio da queste indicazioni. La volontà è continuare a stimolare le potenzialità del territorio, creando occasioni nelle quali artisti emergenti e professionisti possano presentare progetti, sviluppare competenze e costruire nuove collaborazioni.

Tra i temi annunciati, quello della parità di genere appare particolarmente rilevante. Il mondo della musica e della cultura continua infatti a essere attraversato da squilibri nella rappresentazione, nell’accesso alle opportunità e nella presenza nei ruoli decisionali. Of.Art intende inserire il tema all’interno della programmazione, accompagnandolo con iniziative di narrazione e sensibilizzazione.

Resterà centrale anche la musica dal vivo, proposta non soltanto come esibizione, ma come esperienza da raccontare e approfondire. La formula sarà quella già sperimentata nella prima fase: musica suonata, cantata e narrata.

Il sostegno del Comune di Reggio Emilia, del Reggiane Parco Innovazione, delle associazioni e delle imprese coinvolte rappresenterà un elemento decisivo per la continuità dell’iniziativa. Il progetto aspira infatti a diventare un appuntamento stabile, capace di inserirsi nel panorama culturale cittadino e regionale.

La sfida sarà trasformare il successo iniziale in una programmazione duratura. Le premesse emerse dai primi eventi indicano la presenza di un pubblico interessato e di una rete territoriale disponibile a sostenere il progetto. Of.Art guarda così al futuro con l’intenzione di consolidare le proprie radici nelle Officine Reggiane e, allo stesso tempo, aprirsi a nuove idee e nuovi protagonisti.

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Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.