
Ali di carta si presenta come un percorso intimo che mette al centro la parola come strumento di attraversamento dell’esperienza. L’impianto è dichiaratamente lirico, ma con una componente visiva molto marcata che richiama, a tratti, certe atmosfere di Prévert per semplicità e immediatezza, pur mantenendo una matrice più sentimentale e diretta. L’autore costruisce immagini dense, spesso legate alla natura e al corpo, creando un sistema simbolico che si ripete e si rafforza nel tempo. In poesie come “Desiderio” o “Amare” si coglie una tensione costante tra idealizzazione e impulso, tra contemplazione e fisicità, con passaggi come “ardo come fenice al tuo tocco” che sintetizzano bene questa dualità. Il ritmo è irregolare ma coerente, alternando componimenti brevi a strutture più articolate, mantenendo sempre una forte riconoscibilità. Il lavoro complessivo restituisce l’immagine di un autore che ha trovato una propria direzione espressiva e che la porta avanti con convinzione, senza cercare compromessi. È un libro che non si impone con artifici, ma con una presenza costante, quasi silenziosa, che cresce pagina dopo pagina.


