La voce di Lidia Benchea è uno degli elementi più riconoscibili dei The Smoke Mirrors. In “Lunar” la sua interpretazione elegante e misurata diventa il punto di contatto tra musica e sentimento, dando al brano una forte identità emotiva.

Ragazzi, come nasce l’interpretazione vocale di “Lunar”?
Inizialmente è stata scritta con poche parole perché volevamo creare più una canzone d’atmosfera, quindi molto minimale. Dopo l’arrangiamento di Vincenzo ne abbiamo visto le potenzialità e abbiamo creato le strofe ed il ritornello come fosse una vera e propria canzone pop. La linea melodica è stata pensata per la voce di Lidia che poi ha fatto il resto con la sua interpretazione magica.
Quanto spazio c’è per l’istinto rispetto all’arrangiamento già definito?
I pezzi cambiano continuamente secondo le nostre idee, quindi di partenza non abbiamo arrangiamenti predefiniti. Ti direi che siamo 50 e 50 tra istinto e ragione
In che modo la voce dialoga con le atmosfere notturne del brano?
La voce di Lidia è riconoscibile e molto codificata, è perfetta per le atmosfere sognanti ed eteree e noi cerchiamo di creare esattamente quelle vibrazioni, direi che ci si immedesima perfettamente e da la sensazione che cerchiamo in Lunar.
Sentite che “Lunar” rappresenta un’evoluzione anche sul piano interpretativo?
Non saprei, di certo il gruppo è in costante evoluzione non soltanto sul piano interpretativo, penso che questa canzone sia di sicuro uno step in avanti per noi ma è una parte di un discorso che è il disco nel suo insieme. Forse è il disco in sé l’evoluzione interpretativa e creativa.


