Dalle corsie dell’ikea alle notti insonni, la musica di Uino trasforma l’ordinario in straordinario. “Bellissima” è la tappa di un percorso che esplora la bellezza delle piccole incertezze umane.

Perché hai scelto proprio “Bellissima” come titolo per un brano che parla di incertezze e timori?
Ho scelto “Bellissima” come titolo perché è la parola centrale del brano, quella che risuona di più nel testo.
Ma non è solo questo: il brano è dedicato anche a una persona che ho percepito come estremamente bella, purtroppo interiormente sterile.
In un certo senso, è stata proprio questa esperienza a farmi uscire quello che avevo dentro, trasformando i miei timori e le mie incertezze in parole e musica.
La tua scrittura è definita “intima e riconoscibile”. Come riesci a far diventare un tuo sentimento personale qualcosa in cui tutti possono rispecchiarsi?
Attraverso la sincerità delle emozioni.
Quando scrivo senza filtri, senza nascondere nulla, chi ascolta può riconoscersi nelle stesse fragilità, nei timori e nelle gioie: è proprio questa verità che crea il ponte tra il mio vissuto e quello di chi ascolta.
Nel comunicato stampa, si legge di un “fragile equilibrio”. Come gestisci questo equilibrio nella vita di tutti i giorni come artista?
È una costante lotta tra ciò che vorrei essere e ciò che sono realmente.
È un confronto continuo con me stesso, tra aspirazioni e limiti, che si riflette anche nella scrittura e nell’interpretazione dei brani.
Proprio questa tensione è ciò che rende il mio lavoro vivo e sincero.
Il quotidiano è spesso fonte di ispirazione per te. Qual è il prossimo “frammento di vita” che vorresti mettere in musica?
Sicuramente la mia famiglia: la mia compagna Francesca e, soprattutto, mio figlio Leonardo.
Sono le persone che mi danno radici e ispirazione ogni giorno, e credo che raccontare la vita con loro dentro le canzoni, sia il modo più autentico per condividere emozioni vere.


