Il testo di “Lunanima” si fonda su immagini essenziali ma dense, che richiamano la poesia simbolista più che la canzone narrativa tradizionale. La parola non spiega, suggerisce; non racconta, evoca. 

BaronNoir, quanto conta, per te, il non-detto nella scrittura? 

Molto. Tutta la mia poetica si fonda sul simbolismo e il non detto come spazio evocativo. 

Il verso “nutrire il lato non visibile” sembra centrale: da dove nasce? 

Il cosiddetto lato non visibile della luna ha alimentato sempre l’immaginario collettivo dando adito a molteplici teorie come quella che sostiene che il satellite sia in realtà una base aliena. 

Scrivi prima il testo o lasci che la musica apra lo spazio simbolico? 

Non ho una metodologia stabilita. In genere prima il testo in quanto poesie già pubblicate alle quali attingo. 

Quanto il riferimento letterario e poetico è consapevole nel tuo lavoro? 

Sicuramente molto. 

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.