Beh in realtà “altro” è… o quanto meno semina soluzioni che un poco fanno alzare le antenne. Il cuore pulsante di Stefano Morandini in arte LOSTE lo conosciamo bene e questo nuovo disco dal titolo “Postumi”, lavoro che segna una sua rinascita personale, non fa altro che confermarcelo. Siamo dentro i sentieri ampiamente tracciati dai centri sociali che adoravano il punk. Solo che questa volta il futuro del suono quantomeno compatto, fermo e fin troppo educato, si fa sentire e ci mette lo zampino. Densa, sottile, ironica e “alcolica” critica allo stato sociale…

Solitudine, depressioni, disagi e società allo sbando. Un disco manifesto di tutto questo?
Sì, esattamente. Sono i POSTUMI con cui tutti conviviamo tutti i giorni
Eppure i toni sono sbarazzini, provocatori, leggeri e ricchi di energia… quasi sempre… un contrasto fortissimo non trovi?
È proprio questo il bello (o il brutto non so) del disco. Dire una cosa triste o tragica ma canticchiandola come se fosse una bella canzoncina. Ma intanto dirla…
Ma alla fine conviene prendere tutto con meno pesantezza?
Converrebbe! Anche se purtroppo non è mai così.
Esiste anche una ritrovata scena live per il punk?
Dipende cosa si intende per “ritrovata”. Se vuol dire andare a riprendere sia le vecchie band che le nuove che suonano in quella maniera sì. Esiste. Se invece per “ritrovata” si intende una scena nuova o rinnovata, ecco, già quello è più difficile anche se non mancano dei progetti nuovi molto interessanti come ad esempio Giancane e Naska che pur avendo età e linguaggi diversi, offrono comunque un po’ di freschezza…
Come guardi agli anni ’90?
Un rimpianto o una zavorra viste le tante opportunità di oggi? Nessuna delle due cose. Li considero piuttosto un’ottima palestra!


