SPORT, ALICE BELLANDI (JUDOKA) A RADIO CUSANO: “ANNI PER PRENDERE MASSA MUSCOLARE E CAMBIARE CATEGORIA. ORA VENGO GIUDICATA. BISOGNA PESARE LE PAROLE E FAR CAPIRE CHE ANCHE NOI ATLETI SIAMO UMANI”

“Stiamo cercando di ultimare le cose fisicamente. Nel quadriennio scorso facevo un’altra categoria, ci sono voluti anni per prendere volume, massa muscolare ed essere più performante in questa categoria. Stiamo spingendo sui combattimenti, la settimana prossima saremo in Turchia per un camp e poi in Germania”.

A meno di quattro mesi da Parigi 2024, a ‘Gli Sportivi della Domenica’, programma condotto da Arianna Galati e Francesco Acchiardi su Radio Cusano Campus, la judoka Alice Bellandi ha raccontato la sua corsa verso le Olimpiadi.

“Per me le Olimpiadi rappresentano tutto”, ha continuato l’atleta. “La massima aspirazione per tutte le persone che si sono trovate a fare le Olimpiadi, è un po’ il sogno che hai sin da bambino, quello che ti spinge ogni giorno a svegliarti anche nelle giornate più difficili. È quell’obiettivo, quel fuoco che ti spinge ad andare oltre tutte le difficoltà che una vita da atleta ti mette davanti”.

La judoka italiana è una delle poche atlete ad aver parlato apertamente dei disturbi del comportamento alimentare, e della necessità di sostegno nell’affrontare certi temi tabù come il mantenimento del peso nelle categorie del judo.

“È una cosa talmente comune in questo sport che parlarne è più facile, è fisiologico. Devo essere sincera, c’è una grande differenza tra il dire ‘calo di peso’ e ‘faccio fatica a calarlo’ oppure ‘questa cosa mi sta creando dei problemi’. Molte persone pensano che calare di peso in questo sport sia normale”, ha sottolineato Bellandi. “Le dinamiche psicologiche, il trauma di ciò che ti lascia, sono le stesse per tutti. Parlarne e capire che non sei solo ti dà una grande mano.

Essendo atleta sei giudicato 7 su 7, 365 giorni l’anno e le persone tendono sempre a giudicare l’aspetto fisico e come sei. I commenti, che possono sembrare stupidi e superficiali, possono aprire voragini. Le persone si sentono legittimate a fare commenti e darti opinioni, quando l’unica cosa che è giusto fare in questi casi è aprire le braccia e chiedere se si ha bisogno di parlare, non dire ‘ammazza quanto pesi, ma sei ingrassato’. Serve sensibilità, non puntare il dito”.

Su questo aspetto Bellandi ha poi voluto ribadire,“Cerco di sensibilizzare sullo stare attenti con le parole quando si parla di peso, perché è una cosa delicata e può creare grandi problemi. Qualsiasi sportivo, a qualsiasi livello, quando decide di essere professionista è sotto un riflettore. È difficile far capire che non siamo solo quello, abbiamo sentimenti, emozioni, paure, traumi come chiunque altro. Ci vengono dati compiti più grandi di quello che in realtà sono. Ho sempre creduto che il primo passo per sensibilizzare le persone sia farle rendere conto che noi siamo umani”, ha concluso la judoka.