Esce il nuovo album dei Pupi di Surfaro: un folk che dalle tradizione sfoglia le più belle pagine del futuro digitale.
In rete c’è un bellissimo video del singolo “Li me’ paroli” che immortala il sound innovativo, le origini antiche, il futurismo internazionale e importantissimi rimandi a filosofie partigiane e a controculture rivoluzionarie. I Pupi di Surfaro giocano duro come direbbe qualcuno, non la mandano a dire e in questo bellissimo disco dal titolo “Nemo Profeta” racchiudono dentro la rabbia e il bisogno di rivalsa che c’è e che vorrebbero vedere negli occhi di una nuova rivoluzione per un mondo migliore…una terra senza guerre tanto per ritornare al bellissimo brano “Per amore, per la libertà” scritta assieme al musicista Aldo Giordano…e una libertà di parola che sia davvero tale. E dentro inediti di matrice vagamente tradizionale esiste di tutto, dal dub all’elettronica più europea, a tranci di trasgressione e di leggerezza scanzonata. Forse un po’ troppo ermetici in un cantato dialettale che però è di sicuro fascino: che poi la terra di Sicilia è uno dei migliori teatri da cui alzare la voce.
La Sicilia indubbiamente vi ha contaminato nell’ispirazione. Se foste nati altrove? Che musica fareste? Avete mai provato ad immaginarlo?
Giuriamo di non averci mai provato. È già così incasinato essere siciliani! Noi non siamo solo nati in Sicilia, noi siamo del centro della Sicilia, dove convergono e si esaltano le contraddizioni che contraddistinguono un popolo che la contaminazione è il suo dna, fino a raggiungere il paradosso. Non potremmo mai immaginare di essere nati altrove, perché tutti gli altrove sono passati da qui e ci hanno condizionati, arricchiti, derubati. Avremmo fatto la musica di un solo altrove. Invece, siamo convinti che nessuno come i siciliani siamo capaci di essere sintesi ed antitesi di secoli di dominazioni e contaminazioni, intreccio di razze e di culture da tutto il mondo.
Bellissimo il video di lancio: in realtà c’è un significato pesante dietro l’immagine di questi strani individui in divisa da iene…chi sono in verità?
Gli individui vestiti da non so quale razza di altro animale, sono degli esseri mascherati, senza volto, tutti uguali. Sono fantasmi, personaggi inventati, immaginati. Sono uomini dietro i quali, in realtà, si può nascondere chiunque. Sono dei mostri, da sconfiggere, da cui scappare… Siamo noi stessi.
E noi possiamo sconfiggere noi stessi, strappandoci dal viso tutte le nostre maschere e mettendoci la faccia.
Parafrasando alcuni dei messaggi che ci regala questo disco: secondo voi esiste un paese senza guerra?
Non sappiamo se esiste e non sappiamo dove esiste. Questo disco racconta dell’uomo, delle vicende umane, di una umanità invischiata e corrotta. Delle sue sofferenze, dei limiti dei paradossi. Dei tentativi di emanciparsi. Dei fallimenti. Pensare a un paese senza guerra? Certo che è possibile.
È possibile ed è necessario crederci.


