“Io sono la New Wave. Storia di Federico Fiumani e dei Diaframma” è il primo libro di Valerio Rainbow Rising Spinosa, appassionato di viaggi, musica e letteratura e recensore ed autore di interviste ad artisti nazionali ed internazionali su Debaser.it.
Lo abbiamo intervistato per voi lettori di Ventonuovo.eu.
Questo è il tuo primo libro. Come mai hai scelto i Diaframma e la New Wave come oggetto?
Ho sempre avuto la passione per la musica e la scrittura e quindi, col tempo, mi è venuto naturale unire le due cose. Anni fa, finita l’università, contattai alcune riviste specializzate e portali, che avevano bisogno di collaboratori. La cosa alla fine non andò in porto, in compenso venni a sapere dell’esistenza di un sito, Debaser.it, una “bacheca” virtuale dove ognuno poteva tranquillamente scrivere recesioni e report. Naturalmente la musica era l’argomento principe, ma era anche possibile scrivere articoli relativi a film, libri… C’è anche chi pubblica analisi di opere d’arte! Oltre alle “normali” recensioni era anche possibile inviare report di concerti ed interviste, il tutto senza che ci fossero redattori a supervisionare. Se da una parte questo tende a creare a volte un clima un po’ “confusionario”, dove accanto ad articoli molto bene scritti ce ne sono altri che lo sono molto meno, dall’altra va riconosciuto che è una piccola “isola di libertà”. Visto che le cose con Debaser andavano bene, e col tempo mi sono sbizzarrito a scrivere articoli sugli artisti più disparati, dal Rock progressivo al Death Metal, e ho pure intervistato di persona alcuni dei miei “idoli”, ho pensato, anche grazie al suggerimento di un amico, che si poteva cercare di fare qualcosa di più “ambizioso” di un semplice articolo, curando una monografia di un gruppo musicale. Si trattava di scegliere un gruppo abbastanza noto ma sul quale non ci fosse in giro molto, che naturalmente mi piacesse e del quale ero certo di poter trovare fonti attendibili (interviste e recensioni d’epoca, info sulla discografia) per ogni singolo capitolo. E’ stato naturale pensare subito ai Diaframma, che seguo da anni.
Il titolo “Io sono la New Wave. Storia di Federico Fiumani e dei Diaframma” è una sorta di dichiarazione d’amore verso un genere e una band che hanno fatto storia e continuano a creare fan anche dopo decenni. Secondo te perché dopo quasi quatto decenni i Diaframma sono ancora sulla cresta dell’onda?
Per prima cosa vorrei darti una breve spiegazione relativamente al titolo: “io sono la new wave” è una frase che, ogni tanto, Federico Fiumani grida durante i concerti. Nella prima pagina del libro, subito dopo la prefazione di Federico Guglielmi, è riportata una dichiarazione dello stesso Fiumani, che ne spiega il senso: “io sono la new wave” non va inteso come una dichiarazione di “supremazia” all’interno di un determinato contesto musicale, ma come una vera e propria dichiarazione di appartenenza, un amore totalizzante per quello che quel tipo di musica è stato e ha rappresentato. Te lo dico perché alcuni, giustamente, chiedevano delucidazioni su un titolo che, decontestualizzato, potrebbe essere interpretato male. Perché dopo quasi quarant’anni i Diaframma sono ancora sulla cresta dell’onda? Beh, considera che da una decina di anni a questa parte c’è stata una riscoperta di un certo suono anni ottanta, inoltre, Fiumani nelle sue canzoni ha sempre affrontato temi universali, come lui stesso ha fatto più volte notare, e quindi credo che sia più facile per chi ascolta riconoscervisi. Inoltre hanno scritto molte belle canzoni, ovviamente.
180 pagine: tante o poche per raccontare quattro decenni di musica?
Mi verrebbe da dire “il giusto”. Il libro cerca di condensare un po’ tutto quello che, con gli anni, è stato scritto sui Diaframma, tentando di ricostruire, nella maniera più dettagliata possibile, le vicende del gruppo dalla fine degli anni Settanta ad oggi. Per intendersi, il primo capitolo parla del botto del punk del ’77 e della nascita dei CFS, di fatto il bozzolo di quelli che sarebbero diventati un paio di anni dopo i Diaframma. Per ogni capitolo ho cercato di reperire più informazioni possibili: recensioni, interviste dell’epoca, interviste rilasciate a programmi radio di cui sono riuscito a reperire la registrazione, report di concerti. A riguardo è stato molto utile anche il documentario “Crollo nervoso”, che ricostruisce la storia della new wave italiana, di sicuro ottimo per farsi un’idea del clima che risperiva all’epoca. Da una parte, naturalmente, ci tenevo ad approfondire il discorso, in modo da poter offrire un’opera che, almeno lo spero, possa venire apprezzata, dall’altra si trattava anche di scrivere un libro abbastanza agile e di piacevole lettura.
L’ultimo lavoro in studio dei Diaframma è “Siberia Reloaded 2016”. I fan del gruppo si sono divisi in pro e contro. Tu cosa ne pensi a riguardo?
Non è la prima volta che un artista con una lunga carriera alle spalle decide di reincidere il suo album più noto; di recente, per restare a parlare di artisti italiani, lo hanno fatto anche Le Orme, che in occasione dei cinquant’anni del gruppo hanno reinciso “Felona e Sorona” con nuovi arrangiamenti. Anche nel Metal, genere che “frequento” di più, la cosa è ormai diventata un’abitudine da una decina di anni a questa parte. “Siberia Reloaded 2016” va visto per quello che è, una semplice rilettura dell’originale, senza l’intenzione di mettere in discussione il capolavoro del 1984.
Hai fatto leggere il libro anche a Federico Fiumani? Se sì: cosa ne pensa lui?
Ho contattato Federico per un’intervista, inserita alla fine del libro, e per alcune dritte. Ad esempio mi ha fornito l’elenco dei registi che hanno girato i suo videoclip, che trovi alla fine del libro nella sezione “videografia”. Il libro non l’ha ancora letto, testuali parole, voleva “tenersi la curiosità” fino alla pubblicazione.
La storia del gruppo però è fatta anche da tanti altri componenti che hanno giocato un ruolo fondamentale. Hai sentito anche qualcuno di loro?
Sì, soprattutto per chiedere loro degli approfondimenti, quando le varie fonti che avevo a disposizione non mi convincevano del tutto, e dritte. Ho avuto modo di contattare Nicola Vannini, al quale ho chiesto delucidazioni su un video di “Illusione ottica” che da tempo circola in rete, Miro Sassolini, che mi ha parlato della sua esperienza nei Diaframma, Riccardo Biliotti e Alessandro Gerbi, la sezione ritmica di fine anni Novanta ed inizio Duemila, che mi hanno dato qualche ragguaglio su alcuni cambi di formazione che non riuscivo a ricostruire bene. Li trovi tutti nei “ringraziamenti” finali.
La New Wave italiana era per lo più di origine fiorentina. Ci sono per caso anche interventi di colleghi di Federico all’interno del libro?
Se per “colleghi” intendi musicisti no, i vari musicisti che ho contattato hanno tutti fatto parte dei Diaframma, in vari fasi della carriera del gruppo. C’è invece una breve chiacchierata alla fine del libro con i boss di Contempo Records: insieme abbiamo ripercorso la storia del negozio-etichetta; inoltre in queste settimane si sono occupati della ristampa di “Anni luce”, “Non è tardi” e “Sesso e violenza”, da anni fuori mercato, quindi sentire cosa avevano da dire è stato naturale.
Dei Diaframma lo stesso Fiumani aveva scritto una biografia dal titolo “Brindando coi demoni”. In cosa secondo te si differenzia il tuo libro dal suo?
“Brindando coi demoni” era una sorta di “flusso di coscienza”: una serie ininterrotta di riflessioni sui temi più disparati, dalla musica alla vita privata. Era sicuramente utile per capire meglio il “personaggio Fiumani”, ma ricostruiva la storia del gruppo solo in minima parte, quasi sempre concentrandosi su episodi avvenuti negli anni Ottanta. Quel libro è diventato col tempo un “cult”, ma non può essere considerato una monografia sui Diaframma, con l’evoluzione della band ricostruita nei dettagli, dichiarazioni dell’epoca, recensioni e discografia. Nel libro ci sono naturalmente anche estratti di “Brindando coi demoni”, certo, in quanto si trattava di un’ottima fonte, ma i punti in comune credo si fermino qui.
Come mai hai scelto Federico Guglielmi (autore tra l’altro di una biografia sui “cugini” Litfiba) per la prefazione?
Federico Guglielmi è una conoscenza di Marco Refe, capoccia di Crac Edizioni; Marco ha ben pensato di contattarlo e lui, molto gentilmente, ha accettato.
Progetti futuri?
Al momento vorrei cercare di promuovere il più possibile il libro; in parte mi sto appoggiando alla pagina facebook dei Diaframma Ultras, i fan dei Diaframma, ma si pensava a breve di aprire un profilo facebook apposito. Inoltre mi piacerebbe organizzare un giro di presentazioni, per poter parlare del libro e di come ci ho lavorato. Nel tempo libero, inoltre, riprenderò con le mie “solite” recensioni e interviste.
Per chi fosse interessato, può richiedere “Io sono la new wave. La storia di Federico Fiumani e dei Diaframma” in libreria dal 7 dicembre, o in alternativa ordinarlo direttamente dal sito di Crac: http://edizionicrac.blogspot.it/.
Se qualcuno invece volesse contattarmi per una presentazione può scrivermi ad iron86@libero.it


