Esordio e confessione per Lisa Giorè: il suo primo disco e l’inizio di una nuova avventura. Esce “Le vie dell’insonnia”
Eccolo fresco di pubblicazione. Si intitola “Le vie dell’insonnia” l’esordio discografico di Lisa Giorè che porta in scena 10 istantanee articolate e “irrispettose” di quella nostra abitudinaria forma canzone assai standard e attenta al commercio. Invece questo della Giorè è un disco introspettivo in cui è la parola la vera protagonista. La scena indie in rosa quindi torna a proporci un titolo che mostra ancora una volta quanto siano le autrici, piuttosto che i colleghi maschi, a pretendere e ricercare spiritualità e parole importanti per le metriche delle loro produzioni. Di sicuro non è un disco da hit radiofonica e probabilmente ancora privo di quella maturità che fa la differenza. Ma di certo è un lavoro sentito e ricco di ispirazione.

Lisa Giorè perché dopo anni di musica studiata arriva a scrivere musica sua? Cosa ti spinge e che obiettivi punti a raggiungere?
Non so quale possa essere la causa scatenante che fa sì che ad un certo punto la psiche umana inizi a produrre musica, posso solo dire che per me è stato qualcosa di spontaneo, improvviso, inizialmente discontinuo, non è qualcosa che ho deciso di fare, è successo e basta. Per quanto mi riguarda la musica è contemporaneamente una cura ed una patologia: di musica io mi sono ammalata, ne sono ossessionata, mi ci aggrappo, mi ci immergo, ci ripongo aspettative enormi, ci litigo. E’ una ragione per cui continuare a stare al mondo e quando morirò è in cima alla lista delle cose che vorrei continuassero ad esistere di me. E’come se stessi percorrendo una gradinata lunga chilometri, in cui ogni scalino rappresenta un obiettivo: la realizzazione dell’album era uno di questi, il prossimo sarà cercare di farlo conoscere a quante più persone sia possibile, dell’obiettivo successivo mi occuperò al momento opportuno anche in base all’esito del precedente.

Suoni eterei, fantasia e potere visionario. In altre parole: che disco è questo “Le vie dell’insonnia”?
Nell’insieme è un disco autunnale, per certi aspetti insolito, poco convenzionale e per questo sicuramente non facile, che ha bisogno di essere ascoltato con attenzione e con la testa libera da preconcetti relativi ai dogmi della canzone pop cantautorale: chi parte dalla convinzione che un brano debba rispondere a determinati standard di genere relativi alla struttura, alla ritmica o ai suoni, potrebbe rimanere disorientato e non capirlo, come non lo capirà chi ascolta la musica senza prestare attenzione ai testi o chi li ritiene un elemento secondario in confronto alla parte strumentale. Credo che invece se ne innamorerà chi ha una sensibilità particolare e riuscirà a vedere quanto in realtà sia un disco estremamente razionale, sia nel significato dei testi, sia nella stesura di musica ed arrangiamenti.

Ma soprattutto: perché è così notturno?
Il titolo dell’album non è casuale, anzi, è la risposta a questa domanda. La notte è quella parte della giornata che diventa croce e delizia dei pensatori ossessivi, per i quali le ore notturne diventano un rifugio solitario. Per anni ho impiegato le mie facendo tutto tranne che dormire: pensavo, rimuginavo, leggevo, scrivevo, suonavo. Non è’ un comportamento sano, è lo specchio di un problema da risolvere, ma è così che hanno avuto origine tutti i brani di questo disco.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.