Esce il nuovo video di Maurizio Martini. Sessualità e società, l’arte del possibile e la seduzione della libertà. In rete il video ufficiale di questo singolo dal titolo “Dio c’è” che torna a dar voce al suo ritorno sulle scene.

Un disco “antico” o come direbbero i saggi “Vintage”. Dagli anni ’80 ripreso e ristrutturato per dargli vita, finalmente…oggi. Maurizio Martini abbandona i panni di VJ MAURY e scende un campo come cantautore facendo suonare il suo disco dal titolo “Soli”. Oggi in rete il video ufficiale, il primo estratto dal titolo “Dio c’è”. Speranza, ma anche visione del futuro, ma anche quello scenario possibilista dove ogni cosa ha un significato ed un valore mai ovvi e scontati. La sessualità, certamente, ma in una visione non erotica quanto sociale, non provata quanto personale. Libertà è la parola chiave

Sessualità e libertà. Parole chiavi per decifrare questo nuovo singolo e video…vero?
Anche se potrebbe sembrare soltanto una precisazione, penso sia importante considerare che il testo della canzone è stato scritto verso la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Circa due settimane fa il nostro Parlamento ha approvato la legge sulle unioni civili sebbene l’amore “libero”, fra persone dello stesso sesso, desti ancora perplessità. Si è compiuto però un percorso che in quel periodo era al di là da venire. L’omosessualità era ancora vissuta prettamente come tabù. Pubblicamente il gay era disprezzato, nel privato esisteva ancora l’esigenza di mantenere pulita “la facciata”. Esprimere il proprio orientamento sessuale andava fatto di nascosto. Per questo parlo di vizi privati e pubbliche virtù. La chiave del testo è nell’invito a liberarsi dalle ipocrisie.

Maurizio Martini in realtà che messaggio lancia?
Soli si ispira ad una situazione vissuta a livello personale nel mio privato, situazione reale di grande sofferenza quindi ma che può essere estesa e riguardare tutti noi. La solitudine, oltre ad un aspetto esistenziale è un tema portante della nostra società. Nessuno sta capendo bene quanto oggi siamo più soli di ieri perché non abbiamo neanche il tempo per fermarci a riflettere e fare confronti con il passato. Un altro dei messaggi contenuti nel mio lavoro è l’idea della vita come passaggio: siamo soli in questo viaggio intimo e personale e, per citare il grande Eduardo, davanti a quegli esami della vita che “non finiscono mai”.

In questo “SOLI” pensi di esserti ritrovato? Ti somiglia o rappresenta solo quello che vorresti essere?
L’idealismo in parte ci ha fottuto. Nel disco forse, più che di ciò che siamo o vorremmo essere, racconto storie che simboleggiano alcuni passaggi. Porte che si aprono davanti a noi e che scegliamo o meno di chiuderci dietro alle spalle, che ci cambiano quindi rispondo si: che questo lavoro mi somiglia e ritrovo parti di me in ognuno dei brani presenti dell’album. Siamo in balia dell’ignoto quindi ci si ritrova nell’oltrepassare se stessi attraverso quegli esami di cui parlavo prima.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.