Che gli uomini abbiano la necessità di credere in qualcosa si è sempre saputo, ma quando questo arriva a cozzare con la scienza “vera e verificata” come direbbe qualcuno, lì iniziano a crearsi non poche crepe.


Dall’efficacia dell’omeopatia alla popolazione umana destinata ad aumentare in modo esponenziale, fino considerare il cervello umano straordinariamente grande e a dare per assodato il legame tra vaccini e autismo: sono tra i 9 falsi miti più famosi delle Scienze della vita indicati nella classifica della rivista Nature: tutti sono privi di fondamento, ma di fatto impossibili da sradicare dal sentire comune.

Una volta che il mito si è creato, è destinato a ‘vivere’ per sempre, come hanno dimostrato numerosi studi psicologici. Nella classifica delle ‘bestie nere’ della scienza stilata da Nature il primo posto spetta alla convinzione che screening regolari e diagnosi precoce salvino sempre dal tumore, anche se più ricerche hanno dimostrato che per alcune forme di cancro la diagnosi precoce non è sempre salvavita.

Segue la convinzione che i radicali liberi siano responsabili dell’invecchiamento, mentre le sostanze antiossidanti siano positive per la salute. E’ un’idea che persiste, nonostante studi sui topi abbiano dimostrato che l’abbondanza di antiossidanti non fa vivere più a lungo.

Falsi anche i miti secondo cui gli esseri umani hanno un cervello molto più grande rispetto a quello degli altri animali, come è falso che si impara meglio seguendo la strategia di apprendimento preferita e che la crescita a dismisura della popolazione mondiale porterà carestie e povertà.

Tra i falsi miti duri a morire ci sono il dare per scontato che uno dei principi attivi più utilizzati contro febbre e dolori, il paracetamolo, funzioni attraverso meccanismi noti. Infine si crede erroneamente che il cervello non ‘dialoghi’ con il sistema immunitario.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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