Guido Castelli, sindaco di Ascoli e delegato Anci, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).
“Il divertimento vero o presunto –ha spiegato Castelli- deriva dai conti delle regioni e dei comuni, credo che se anche avesse ragione il premier non vedo cosa ci sia da divertirsi. Se lui allude a sprechi, dovrebbe essere arrabbiato più che divertito. Comunque sarà una sfida all’Ok Corral, Renzi e Chiamparino sfodereranno pistole fumanti. Con i comuni c’è bonaccia, qualcuno si è anche chiesto se non fosse eccessivo il gradimento espresso dall’Anci nei confronti della manovra. Lo scenario di guerra è tra regioni e governo. Questa è l’ennesima manovra che non prevede tagli alla spesa centrale. Questo è l’argomento che dovrebbe indurre Renzi ad un atteggiamento un po’ meno sbruffone rispetto alle autonomie. I comuni rispetto agli altri anni hanno subito meno schiaffoni. L’assegno ‘paro paro’ che darà Renzi ai comuni è un assegno d’importo pari al gettito che ricevevano i comuni dalla Tasi. Sarà un assegno più striminzito per chi come Ascoli applicava le aliquote più basse, sarà invece più sostanzioso per chi aveva applicato le aliquote più alte. Trattandosi di trasferimenti dallo Stato, dà fastidio veder premiato chi era meno virtuoso e aveva alzato le tasse, vedendo invece svantaggiato chi le aveva messe basse. Questo è un paradosso tutto italiano. Serve una rivalutazione complessiva e non episodica della tassa sul patrimonio immobiliare. Sono molto preoccupato ma rispetto alla roulette russa dei tagli, quest’anno ai comuni è andata meglio, perché gli schiaffoni si sono concentrati sulle regioni. Qualche malelingua dice che il governo sta penalizzando le regioni perchè sono patrie di quell’area dem che è contro Renzi. Sanità? Spesse volte non vengono inflitti tagli diretti ai comuni però poi dietro l’angolo si cela il rischio di tagli indiretti, che magari vengono inflitti dalle regioni ai comuni. Il trasporto pubblico locale è un altro punto dove le ragioni tagliano per avere fondi da destinare alla sanità”.


