Una promessa mantenuta attraverso la musica prende forma in “Per gli Amici Jack”, il concerto con cui Giacomo Sebastiani salirà sul palco del Pavaglione di Lugo (RA) il 16 luglio insieme a Nabuk, Ricky Portera, Marco Dirani, Matteo Monti ed Emanuela Cortesi. L’evento ripercorre il cammino artistico avviato dopo The Voice Senior, passando anche per il recente “Il suono della notte / I giardini di marzo”, con uno sguardo rivolto alla solidarietà e alla ricerca dello I.E.O. – Istituto Europeo di Oncologia.

BILIGETTI on VIVATICKET
Immagino che per te la musica significhi tanto proprio in termini di vita e di futuro. Un manifesto… in questo tempo sta prendendo il posto di tante cose che credevi prioritarie?
La musica è sempre stata il filo conduttore della mia vita. In realtà da piccolo volevo fare questo mestiere, e infatti per un po’ ho fatto il cantante e musicista, poi la vita mi ha portato a fare altre cose.. Oggi ho venduto l’azienda e sono ritornato dopo la malattia, sono rinato a nuova vita e la mia passione, la musica, è diventata un punto da portare avanti con il massimo impegno.
La malattia, la rinascita. Quanto ridisegna il DNA stesso dei bisogni?
I bisogni sono cambiati radicalmente dopo la malattia. Famiglia, affetti, amicizia, amore… le cose belle e veramente essenziali nella vita sono queste.
E tutto questo perché e come finisce in musica? Il suono, i testi… ogni cosa vien fuori da questa esperienza?
I testi li faccio assieme a Nabuk, in molti pezzi mi mette la parte principale, in altri intervengo solo o viceversa. A parte la canzone “Per sempre amici”, che è l’unica autobiografica e riguarda quello che hanno fatto per me gli amici durante il periodo della malattia, gli altri sono pezzi nati dal frutto della fantasia. Di riffa o di raffa quando si parla di amore in qualche maniera direttamente o indirettamente si parla sempre di vita nostra vissuta o di esperienze anche di amici, però non è lo scopo principale delle canzoni, non è stato quello di parlare di me e delle mie esperienze personali.
Hai scritto una canzone bandiera di questa esperienza?
Si, come detto l’unica è “Per sempre amici”, scritta per ringraziarli personalmente per l’incredibile vicinanza che ho avvertito durante il periodo della malattia. Ricordo che eravamo in pieno Covid, ma loro senza alcun problema si mettevano in 5 in macchina e venivano a trovarmi per farmi passare dei momenti di affetto e spensieratezza.
E dunque il concerto, il disco… tutto costituisce un ponte verso la beneficenza. Ci racconti meglio?
Quando ho partecipato a TheVoice Senior ho parlato della mia malattia. Mi iscrissi al contest per una promessa fatta da amici musicisti: in caso di guarigione avrei cercato di partecipare. Durante il programma ricevetti tantissimi messaggi di persone purtroppo malate come ero stato io, che hanno visto una persona malata che ha superato la malattia, che viveva in maniera fra virgolette goliardica, cantando e celebrando la vita e ho dato forse un’immagine e un filo di speranza a qualcuno. Mi hanno scritto in tantissimi e lì ho cominciato a pensare che dovevo fare qualcosa per gli altri, nel mio piccolo. Inoltre, mi sono innamorato (professionalmente) dell’oncologa che mi seguiva allo IEO di Milano, che mi ha convinto a convivere con 4 tumori dentro la pancia per 7 mesi. Viverlo credetemi è un qualcosa di micidiale. Quando una persona ti convince a far questo, gli dai in mano la tua vita, e devi avere nei suoi confronti il massimo della stima, dell’affetto, il massimo di tutto. Ho capito il lavoro che faceva, il suo impegno, passione e dedizione e ho deciso, nel mio piccolo, di dare il mio contributo e aiutare lei e i suoi colleghi dello IEO nel continuare il loro prezioso lavoro di ricerca per salvare altre vite umane.


