Dalle 50mila alle 100mila persone riunite per salutare Pino Daniele, ieri sera in Piazza del Plebiscito a Napoli, un coro all’unisono ha intonato “Napule è“, inno ufficiale della città scritto dal musicista scomparso il 4 gennaio 2015. Qualcuno scrive su facebook: «L’hai sempre riempita ‘sta piazza..», altri polemizzano la mancanza di un palco e un impianto audio adeguato, molti si commuovono e molti approfittano per rimarcare le differenze tra nord e sud. Il popolo dei social network non si placa nemmeno davanti al lutto anzi come nel peggiore dei film sembra alimentarsi della notizia, consumarne ogni sfumatura fino a farla sparire tra commenti incattiviti, sfoghi personali, condivisioni no stop e selfie testuali autocelebrativi. Possibile si sia smarrito il senso delle cose? La rete sfugge al controllo del buon senso, del contegno, della compostezza. Il minuto di silenzio è sostituito da un avatar nero in segno di lutto, simboli di rispetto che ritornano ma subito vengono dimenticati. Il web è il luogo in cui il futuro si mescola al passato e il risultato sembra essere solo un gran «guazzabùglio moderno» per citare il Merlino della Disney. Anche coloro che cercano di placare gli inutili commenti degeneri vengono inghiottiti nel rumore di una massa che sembra usare facebook solo per vomitare parole senza preoccuparsi di ascoltare ne gli altri, ne se stessi.

Ieri Napoli si è mobilitata improvvisando un flash mob durato 12 ore nel quale solo il canto è riuscito a spezzare quello che è stato l’ultimo concerto di Pino Daniele, un concerto fatto di silenzio, nel quale l’assenza della musica testimonia la presenza di un artista che non morirà mai. Pino ieri sera era a Napoli, chi ha vissuto o ha visto quei momenti inevitabilmente ha avvertito il suo abbraccio percepibile in un brivido sulle braccia o lungo la schiena. Forse non è poi cosi importante dove si celebreranno i funerali, il luogo dove riposerà in pace per sempre o se la camera ardente è stata riservata solo a pochi… queste polemiche  – come direbbe il Principe – sono pagliacciate che appartengono solo ai vivi.

Tiziano Manna

Credo nel cambiamento, nella qualità della vita e dei rapporti umani, nell'elevazione dello spirito. Penso esista sempre un'alternativa etica alle possibilità che si presentano ogni giorno. Per questo scrivo.

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebook

Di Tiziano Manna

Credo nel cambiamento, nella qualità della vita e dei rapporti umani, nell'elevazione dello spirito. Penso esista sempre un'alternativa etica alle possibilità che si presentano ogni giorno. Per questo scrivo.