TUTTI SAPEVANO E TUTTI TACEVANO. NESSUN RIORDINO PER LA SANITA’ CON I TAGLI DEL GOVERNO
“E’ tutto chiaro: il presidente Zingaretti presenta i suoi salvifici piani a una platea di cui si fida, una parterre istituzionale di primo piano che mai contesterà le parole del governatore. Il recente piano di riordino sanitario così, all’indomani dei titoli sparati sui giornali e dell’interessato apprezzamento dei direttori e dirigenti sanitari appartenenti alla sua cordata, si rivela un bluff perché con i tagli imposti dal governo Renzi, la Regione Lazio sarà costretta ad aumentare l’Irpef oppure a praticare altri tagli, o aumento dei ticket o peggio, la frettolosa vendita del patrimonio immobiliare i cui risultati sono noti a tutti”. Commenta così il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, la presentazione del riordino della rete ospedaliera al ministero della Salute il 4 novembre, senza che lo stesso piano sia stato discusso in Consiglio regionale, organo rappresentativo dei cittadini: “Il presidente – incalza Maritato – su circa quaranta sedute alla Pisana ne ha onorate soltanto sei con la sua presenza. Sembra abbia una sorta di avversione agli scranni di uomini e donne eletti dal popolo di cui anche lui è rappresentante, preferendogli ‘tutti gli uomini del presidente’: direttori generali da lui nominati (con il discutibile avallo della commissione Agenas), uffici stampa ormai assuefatti ad annunci privi di consistenza, rappresentanti ministeriali che hanno dimostrato scarso interesse per un serio riordino della sanità regionale. Non vorremmo assistere anche nella Regione Lazio al fenomeno, ormai inflazionato nel nostro Paese, dell’uomo solo al comando”, conclude il presidente Maritato.


