di Federica Iacovangelo
Sembra un’emergenza senza via d’uscita quella che vede il Mar Mediterraneo essere percorso, ininterrottamente, da viaggi della speranza di povere persone in fuga perché in preda alla disperazione. Si tratta per lo più di rifugiati che fuggono da guerre atroci per richiedere asilo o altre forme di protezione ai paesi di accoglienza come il nostro. Sono decine di migliaia, infatti, i migranti sbarcati sulle coste italiane dall’inizio di quest’anno, provenienti dalla Libia per la maggiore; e sono centinaia, invece, quelli che non sono riusciti ad approdare sulla sponda “ricca” del mondo, persone per le quali, dunque, il mare non è diventato che una tomba senza nome. Persone morte perché cadute in mare durante la traversata, o per asfissia su un barcone fatiscente nel Canale di Sicilia, o ancora intossicate dal monossido di carbonio emanato dai motori, senza pensare a quelli che vengono presi a sprangate dagli schiavisti senza scrupoli.
E’ infatti questa economia della frontiera, che attraverso documenti falsi e simili permette il passaggio attraverso le acque a quanti lo richiedono, come risposta al contrasto tra crescente domanda di manodopera da sottopagare e restrizione degli ingressi. Ma ciò che fa più rabbrividire è che tra queste persone molti sono bambini, la cui purezza viene trattenuta da un mare assassino.
Dobbiamo essere orgogliosi di come il popolo italiano accoglie i naufraghi, ma tutto ciò non basta, non è sufficiente poiché per frenare questa inarrestabile sequenza di morte, occorrerebbe prima di tutto aprire in Sicilia un centro di accoglienza europeo, non italiano quindi, al fine di promuovere lo smistamento dei nuovi arrivati. E’ essenziale, dunque, un impegno comune che non veda l’Italia accogliere in totale isolamento i continui sbarchi in entrata. Si dovrebbero, inoltre, esaminare le domande di asilo sull’altra riva del Mediterraneo prima di avventurarsi nel viaggio della speranza, affinchè a partire siano solo coloro che hanno i “requisiti”. Ecco che così i trafficanti del mare vedrebbero crollare il loro business.
“MareNostrum ha fatto la sua parte per salvare più vite possibili, ma occorre trovare più risorse per FontexPlus” – afferma il Premier Renzi. Ma per risolvere davvero questa emergenza è bene partire dalla radice, intervenendo da dove l’immigrazione ha origine, se concretamente si desidera dare una speranza a tanta disperazione.


