di Marco Vittoria
Non cade solo per celebrare il ventennale dalla scomparsa dell’eterno Domenico Modugno, ma è un disco che in qualche modo ferma nel tempo il passaggio di uno spettacolo che da tempo gira l’Italia collezionando riscontri di critica e di pubblico.
Con queste carte il bolognese Mirco Menna ci presenta il suo nuovo lavoro dal titolo “Io, Domenico e tu”, pubblicato da Protosound Records e disponibile in tutti gli store digitali e, a breve, anche nella distribuzione fisica tradizionale.
La parola chiave è riconoscimento, un lavoro che si sviluppa in 17 tracce nelle quali sono presenti 3 medley chiudendo il percorso con un brano scritto di suo pugno realizzato con la Banda d’Avola dal titolo “Chi mi facisti fari”, forse una delle composizioni più vicine al mondo di Modugno.
Un disco rigorosamente live, proprio ad immortalare lo spettacolo che Menna sta portando in giro, registrato presso La Casa della Musica di Trieste, assieme a Enrico Guerzoni al violoncello, Maurizio Piancastelli alla tromba e tastiere, Roberto Rossi alla batteria, percussioni, flauto e cori.
Segnaliamo anche preziose collaborazioni di voce come quella di Mario Incudine nel brano “La donna riccia” e Patrizia Cerulli nel brano “Tu si na cosa grande”.
Classe ’63, bolognese di quel sapore bohémien francese che sfila tra le righe cantautorali di Paolo Conte piuttosto che di Renato Carosone, assieme a tutte quelle sfumature del caso che hanno reso celebre e determinante un periodo storico culturale che ancora oggi ritroviamo protagonista in tantissime produzioni di musica leggera italiana.
“Io, Domenico e tu” fa seguito a dischi come “…e l’italiano ride” da cui è tratto proprio il brano “Che mi facisti fari”, oppure “Ecco” uscito nel 2006 che vanta un prezioso incipit in versi firmato da Fernanda Piovano.
Mirco Menna lo riconosciamo anche come voce de Il Parto Delle Nuvole Pesanti dopo la militanza di Peppe Voltarelli.
Un riconoscimento appunto, un disco che raccoglie e ci regala la magia di un momento storico, la musica di un artista eterno e quel sapore nostalgico di una musica che sapeva come fare il giro del mondo.
Il tutto racchiuso nella straordinaria personalità di Mirco Menna che di certo non si lascia confondere e mescolare.


