di Valentina Lupia
Tavoli imbanditi con piatti e posate, prosecco e confetti. Un matrimonio, con tanto di prete, dove l’unione è tra arte teatrale e pubblico. E dove a passare tra gli invitati non erano i novelli sposi bensì i protagonisti degli spettacoli, che a intervalli gestiti da un campanaccio mostravano pillole del lavoro che porteranno a breve sul palco. Questa la conferenza – evento con cui il team del Teatro dell’Orologio ha presentato la stagione teatrale 2014/2015, che “nasce dall’esigenza di restituire a questo storico teatro un’importante identità progettuale”, spiega il direttore artistico Fabio Morgan. E aggiunge che “è tempo di metterci tutti in gioco per creare un’idea comune di teatro a Roma, di creare contenuti culturali vivi, che sappiano parlare alla nostra società e sappiano rappresentare le enormi contraddizioni che animano il nostro presente e che sappiano soprattutto incidere su chi viene nei nostri teatri, su chi svolge il ruolo più importante: quello dello spettatore. E’ tempo di creare un teatro vitale”. Come vitali sono i venticinque spettacoli in calendario.
Si parte il 3 ottobre con Diario di un pazzo (di Mario Moretti, per la regia di Flavio Bucci), in scena fino al 19 ottobre: un viaggio nella doppiezza e nella schizofrenia di un uomo che soffre per una condizione umana che non lo gratifica, cosa che lo porterà a smarrire identità e ragione. Il momento del risveglio da un coma letargico e tutto ciò che segue è al centro di Una specie di Alaska (di Harold Pinter, per la regia di Valerio Binasco), commedia struggente che prende spunto dal premio Nobel per la letteratura 2005, Harold Pinter, che racconta in modo commovente ed estremo gli studi del neuropsichiatra Olivier Sacks, prendendo in esame il caso di una donna che dopo ventinove anni di coma letargico si risveglia con la mente di un’adolescente di quindici anni. In questo spettacolo, in scena dall’8 al 26 ottobre, il tempo dei personaggi coincide con quello dei spettatori. E dopo Amleto Fx (di Gabriele Paolocà), che – in scena dal 21 ottobre al 2 novembre – svela i segreti di un’umanità in cui ogni individuo è un Amleto mosso da indomabili pulsioni del nostro tempo, surreali come le motivazioni che spingolo il protagonista di Shakespeare a compiere la sua vendetta, è il tempo di Zombitudine (di Elvira Frosini e Daniele Timpano). Che – “non è un caso”, spiegano i due protagonisti Elvira Frosini e Daniele Timpano – è in cartellone dal 2 al 23 novembre. Non uno spettacolo horror, ma una pièce sull’orrore dei nostri tempi, dove l’essere zombie è diventata un’abitudine, una condizione quotidiana dal quale ad oggi sembra quasi impossibile poter rinascere. Chiudono il 2014 il monologo di e con Michele Sinisi Riccardo III (4 – 23 novembre), riscrittura dell’opera Shakespeariana e le vicende di quattro giovani partigiani che nel 1944 salgono sulle montagne laziali iniziano la loro Resistenza con lo scopo di far saltare un treno tedesco carico di armi e munizioni prima che raggiunga Roma e gridare finalmente VIVA LA GUERRA! (di Andrea Bizzarri, 25 novembre – 7 dicembre). Ma anche Verso Occidente l’impero dirige il suo corso (di David Foster Wallace, per la regia di Luca Bargana, 2 – 21 dicembre), dove vengono messe a nudo le paure e le fobie che il consumismo, la globalizzazione e le nuove pubblicità creano sull’essere umano e le memorie e i ricordi di Francesca Romana De berardis, protagonista di 134 grammi di soda acustica (di Francesca R. De berardis, per la regia di Giuseppe Roselli, 16 – 21 dicembre).
Interessanti anche le messe in scena dell’anno a venire, con la ripresa degli spettacoli il 7 gennaio: sul palco Moliere immaginario (regia e adattamento di Flavio Marigliani), simpatica riscrittura di Moliere dal finale inatteso, in cartellone fino al 18 gennaio. Storie di vita, depressioni, pensieri e desideri sono al centro de Il Diario di Maria Pia (di Fausto Paravidino, 13 – 25 gennaio) e di Fragile Show (di Francesca Macrì e Andrea Trapani, 20 gennaio – 1 febbraio). A fine gennaio (dal 27 all’8 febbraio) è il turno della tragicomicità di Storia di un pezzo di carne (di Marco Maltauro), tratto da “La donna delle camelie” di Dumas, dove l’ossessione estetica e la lotta contro “rughe, capelli bianchi, ciccia e tette” sono al centro della pièce. Dopo gli enigmatici fratelli di Operamolla (di Luca Ruocco e Ivan Talarico), in scena dal 3 febbraio al primo marzo, è il turno di Sei personaggi in cerca d’autore, tratto da Luigi Pirandello e per la regia di Gabriele Paolocà (17 febbraio – 1 marzo). Ha girato il mondo, debuttando a Huston (Texas) nel 2009, Ferite d’arma da gioco (di Rajiv Joseph, per la regia di Stefano Scandaletti), dove i due protagonisti rappresentano il tormentato ciclo infinito di un amore adolescenziale che, in un certo senso, si rivela essere masochista. Dopo Del sordo rumore delle dita_trascrizioni (di clinica Mammut, per la regia di Salvo Lombardo, 10 – 15 marzo), pièce che fa parte del più ampio progetto “Melanconie” dedicato a Pier Paolo Pasolini, va in scena dal 10 marzo e fino al 3 aprile Tutti i padri vogliono far morire i loro figli, di Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi: al centro della vicenda la storia di un padre sessantottino che, tornato a casa dopo una lunga assenza, trova ad accoglierlo un figlio che conosce appena. Uno spettacolo tratto da “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini, una tragedia contemporanea sull’assenza dei padri, una storia sul misterioso tema della colpa, quella che – se anche è del padre -, la pagherà comunque anche il figlio. L’incertezza della vita, il dubbio esistenziale e una storia d’amore, ma questa volta onesta e semplice, torna a calcare la scena del Teatro dell’Orologio con Lungs (di Duncan Macmillan, per la regia di Massiliano Farau), dal 17 al 29 marzo. Torna anche Pirandello, dal 31 marzo al 12 aprile, con Partitura P – uno studio su Pirandello, di e con Fabrizio Falco, che porta in scena tre novelle e le fa funzionare come fossero una cosa sola. Si fa primavera con sette epoche fondamentali dell’esistenza umana descritte in Adamo & Eva (di Mauro Santopietro, 7 – 19 aprile) e con gli irresistibili dialoghi dei quattro protagonisti di Note di cucina (di Rodrigo Garcia, per la regia di Giuseppe Roselli, 7 – 19 aprile). Cuore, passione e sentimenti muovono le fila de La vela nera di Teseo (di Valeria Moretti e Gianni De Feo, 14 – 19 aprile) e di Tre Desideri (di Ben Moor, per la regia di Mauro Parrinello, 21 – 26 aprile), dove il lui e la lei di una giovane coppia prossima alle nozze vivranno la paura di rocamboleschi cambiamenti dopo aver ricevuto la possibilità di poter esprimere tre desideri ciascuno. Portano il pubblico verso la fine della stagione, le vicende di Mark e Louise, venticinquenni che si ritrovano in un bunker antiatomico con un coltello, paura della realtà e tanti dubbi, quelli di Louise sul ragazzo. La pièce si chiama After the end (di Deennis Kelly, per la regia di Luca Ligato) e sarà in scena dal 28 aprile al 10 maggio. A chiudere definitivamente la stagione 2014/2015, Bigodini (di Francesca Manieri e Federica Rosellini, dal 19 al 31 maggio), uno spettacolo che prende forma tra ossessione, tormenti e pensieri.

Menzione a parte va fatta per i progetti speciali proposti dal Teatro dell’Orologio. Parte il 17 ottobre e prosegue fino al 17 maggio Dominio Pubblico, stagione congiunta con il Teatro Studio Argot e ATCL, mentre dal 3 al 30 novembre il sipario si tinge di rosa con Her.s, una rassegna tutta al femminile. A dicembre calcano la scena la VII edizione di Exit, rassegna che promuove un teatro di nuove istanze, non d’élite, e A very Andersen Christmas, che dal 19 al 21 porta sul palco un nuovo modo di raccontare il Natale. Nuovo anno, altre rassegne: da Be You (17 febbraio – 15 marzo), mese dedicato al genere con spettacoli, documentari, mostre e attività varie, a Eden, festival che dal 22 al 26 aprile parlerà del corpo nei linguaggi contemporanei tra danza, cibo, parole, immagini e suoni, fino a Inventaria (11 – 24 maggio), che si pone l’obiettivo di portare venti spettacoli di drammaturgia contemporanea, fino a Inventaria, che porta in teatro 20 spettacoli di drammaturgia contemporanea.
Teatro dell’Orologio, via dei Filippini 17/a, Roma, tel. 06.6875550, biglietteria@teatroorologio.com, www.teatroorologio.com
(fotografie di Manuela Giusto)

