di Francesco Moresi
Era il 4 Settembre del 1994 ed un giovane Francesco Totti timbrava per la prima volta il tabellino delle marcature in seria A. Quel giorno all’Olimpico era di scena la partita di campionato tra Roma e Foggia, che si concluse con uno scialbo pareggio, ma nonostante la delusione del risultato i tifosi romanisti , iniziarono ad ammirare le magie di quello che nel giro di pochi anni, sarebbe diventato per tutti gli appasionati di fede giallorossa: “il capitano”. Il ragazzo di Porta Metronia, lanciato nella massima serie da Boskov e poi definitivamente inserito in prima squadra da Mazzone, già faceva intravedere le stimmate del campione che sarebbe poi a breve diventato.
Dopo 20 anni, Totti è ancora qui, in serie A, pronto a dimostrare a tutti i detrattori che a 38 anni, il “pupone” è ancora uno dei migliori in circolazione. Parlano per lui le 235 reti in serie A, tutte con la maglia giallorossa, alle spalle dell’inarrivabile Silvio Piola, nella classifica di tutti i tempi.
Pensare che Totti iniziò come trequartista, per poi trasformarsi nel corso degli anni in una punta atipica, (oggi lo chiamerebbero “falso nueve”), spietata sotto porta e geniale nel dispensare assist ai compagni, risultando uno dei giocatori più completi degli ultimi venti anni. A conferma di ciò sono i tanti gol messi a segno dal capitano giallorosso: di testa, di destro, di sinistro e di “cucchiaio”. Ebbene si, lo scavetto o pallonetto, è il marchio di fabbrica di Totti ed il primo a subirne le conseguenze fu Buffon (il portiere a cui Francesco ha segnato più gol) nel lontano 1998. Per non parlare del rigore a Van der Saar nella semifinale storica contro l’Olanda ad Euro2000, dove Totti risultò il migliore del torneo, nonostante la delusione della finale persa contro i francesi guidati da Zidane. Senza dimenticare, quello contro l’Inter nel 2005, che per molti è considerato il miglior gol di Totti, con discesa irresistitbile e pallonetto beffardo a Julio Cesar, (uno dei miliori portieri del momento), che consacrò ufficialmente il numero 10 giallorosso nell’Olimpo dei fuoriclasse di tutti i tempi. Ma nel vasto repertorio di Totti non esistono solo i pallonetti a beffa del portiere ma anche tiri al volo, come quello sotto la curva nord nel 2001 (anno dello scudetto giallorosso) contro l’Udinese, o la splendida volè al Marassi, con successiva standig ovation dei tifosi doriani, che seppur avversari non riuscirono a non applaudire quel magnifico gesto tecnico.
Nonostante gli acciacchi, le delusioni e le vittorie, venti anni dopo quel gol al Foggia, Totti è ancora qui, pronto a giocare l’ennesima stagione con la maglia giallorossa ed assolutamente non intenzionato a voler appendere gli scarpini al chiodo; il rinnovo di due anni del contratto con la Roma, firmato la stagione scorsa, ne è la certezza.