di Maurizio Compagnone

Stiamo andando verso la strada del non ritorno, se l’Europa inasprisce le sanzioni verso la Russia si entra in un vortice da cui è difficile uscire per vie diplomatiche.

Mosca è pronta a rispondere pesantemente, è quello che filtra nelle maglie della diplomazia, se nel vertice che si terrà nel Galles il 4 e 5 settembre tra Poroshenko e Obama verrà fuori la risoluzione pericolosissima di armare l’Ucraina.

Il Presidente Poroshenko sta mettendo in serio pericolo l’intera Europa con le su affermazioni sputate senza confrontarsi con i suoi consiglieri, è ora che la smetta di continuare a parlare di invasione Russa nell’Ucraina orientale. Il suo martellamento può scatenare l’irreparabile, siamo all’avvento della prima guerra del nuovo millennio, e Porososhenko piuttosto che spegnere le voci di troppo del Governo, vedi ultima esternazione del suo Ministro della Difesa il Gen. Valeriy Geletey, “L’ucraina è pronta a ricacciare il nemico con una grande guerra, non sarà una guerra lampo sarà la più imponente guerra per disposizione in campo di uomini e armi dal secondo conflitto mondiale, ci saranno morti ma questo non fermerà il sogno ucraino”.
Come definire tali esternazioni riprese immediatamente dalla stampa occidentale fino ad oggi sonnacchiosa sulle vicende ucraine? Visto che hanno avuto un lungo letargo, non sarebbe stato meglio che continuavano nel sonno profondo?
Il brusco risveglio non fa connettere e porta fuori dalla realtà. Non era proprio il caso di svegliarsi con le farneticanti affermazioni del Gen. Valeriy Geletey, da un Ministro della Difesa ci saremmo aspettati maggiore prudenza.
Mentre l’Europa sulle richieste di assistenza militare all’Ucraina come richiesto da Poroshenko ha mostrato estrema cautela, la stessa è mancata al guerrafondaio Segretario Generale della NATO
Anders Fogh Rasmussen, il quale senza mezzi termini a Bruxelles ha detto: “l’Alleanza delle 28 nazioni dovrebbe deliberare in tempi veloci, l’istituzione di una forza militare di diverse migliaia di soldati da inviare in tempi rapidi in Ucraina per fermare l’avanzamento verso l’Europa delle truppe armate russe”

Mentre i vecchi membri della NATO hanno mostrato scetticismo alle parole di Rasmussen, i nuovi, in primis Polonia e Romania, hanno fatto loro le richieste di Rasmussen.
Cosa ci si poteva aspettare da un Premier più brillo che savio e da un Presidente coinvolto in numerosi casi di corruzione?

Mosca ha risposto piccata alle intenzioni della NATO. Il Vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo Mikhail Popov ha sottolineato, che il piano di difesa occidentale, ora messo in discussione dalla NATO per essere troppo morbido, cela un desiderio recondito di Stati Uniti e NATO di continuare nella politica di tensione con la Russia.

Capiamo anche perché, Washington, vuole toccare con mano, con le continue azioni a fisarmonica, quanto può ancora spingersi tra sanzioni e diplomazia prima che Mosca decida in intervenire, è una strategia sul filo del rasoio che Washington porta maldestramente avanti per scoprire il “nemico” al fine di capire il reale potenziale militare di cui la Russia è dotata. Ricordo agli strateghi di Washington che siamo lontani da 15 ottobre 1962, data che rimarrà nella storia dell’Uomo.
In piena guerra fredda un grande Presidente J.F Kennedy con grande lucidità e scaltrezza giocò di astuzia, promise, a poche ore dall’attacco, all’omologo presidente russo Chruscev che gli USA non avrebbero invaso l’isola di Cuba se l’URSS avesse ritirato i suoi missili da Cuba, il Presidente sovietico, sapendo di avere di fronte un galantuomo, ordinò il ritiro dei missili e chiese in cambio il ritiro dei missili statunitensi Jupiter dislocati nelle basi in Turchia e nel sud Italia, cosa che avvenne
sei mesi più tardi.

Il periodo che stiamo vivendo ricorda per alcuni aspetti il periodo di Cuba, sulla scena non recitano due attori da oscar, dei due, uno ha visioni ridotte del copione e questo si chiama Obama, privo di scaltrezza e sex appeal, dono di cui era dotato il suo predecessore J.F.K.

Come possono pensare gli strateghi di Washington che l’Orso Putin possa accettare dislocazioni di missili a pochi Km dal suo confine. Avrebbero dovuto riflettere di più, l’Ucraina non doveva essere fagocitata ad entrare in Europa, anche perché è una zavorra che sta affondando e rischia di portare giù l’Europa, ma la UE non ha mai svolto una vera politica estera a sua immagine, è sempre stata al carro delle decisioni prese oltre oceano. Bisognava prevedere quello che oggi è sotto gli occhi di tutti, e impedire in ogni modo che l’Ucraina entrasse in Europa. L’Ucraina doveva continuare a essere “Stato Tampone” tra i 2 continenti, Europeo e Euro Asiatico e l’Ucraina doveva essere il collante tra i due blocchi economici, ma questo i governanti non lo hanno capito, ora per salvare il salvabile, soprattutto dopo le ultime decisioni prese dalla NATO, è urgente creare un nuovo Stato Tampone e questo di fatto già c’è la Repubblica “Nuova Russia”.
Bisogna attivare presto un tavolo per riconoscere l’Indipendenza dello Stato “Nuova Russia”, una sorta di Kosovo che venga riconosciuto dall’ONU.

Questa è l’unica strada che vedo realizzabile, tutte le altre sono molto tortuose. Quando il nuovo Stato sarà riconosciuto, l’Europa potrà pensare all’accordo di associazione con l’Ucraina.
Penso anche ad un accordo privilegiato tra Ucraina e Nuova Russia, così facendo si stemperano gli animi e si ammorbidiscono i nazionalismi, il cancro sociale e antropologico di molti paesi dell’ex blocco sovietico. Con il passaggio sofferto dell’Ucraina, l’Europa deve ripensare immediatamente alla sua Politica Estera, lontana dalle lobbies e dalle politiche del passato, un grande compito aspetta il nuovo Ministro degli Esteri UE Mogherini, primo compito mettere in discussione l’affidabilità dei suoi interlocutori e dei monitor delegati. Invitiamo la Mogherini ad ispirarsi ai Balcani, recentemente visitati da Ministro degli esteri italiano, a muoversi con prudenza tra tanti pescecani che nuotano nel parlamento europeo, la cautela non è mai troppa e, prendere decisioni è molto difficile soprattutto quando il parlamento di Bruxelles è in mano ad un governo parallelo che sovraintende alle decisioni prese dal Parlamento europeo, la Mogherini è scaltra e sa ben muoversi tra serpenti e sabbie mobili, se saprà prendere le decisioni che contano per attuare le aspirazioni della vita dei cittadini, sarà un inizio per realizzare quell’Europa dei padri fondatori, “Un’Europa unione di culture e non di Stati”. L’Europa non ha nessun bisogno della NATO, per la sua sicurezza bastano le forze interne di ogni Stato Membro per rispondere ad ogni calamità in tempo di pace.
La funzione dell’Europa, in un mondo globalizzato, dovrà essere di trait d’union tra il Continente americano e il Continente Asiatico, unica strada per una pace duratura.

Maurizio Compagnone
Opinionista de “La Gazzetta italo brasiliana” e di “Piazza Italia” di Caracas

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